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Lazio, Zaccagni rivede la Coppa Italia

SPERANZE PER BERGAMO

Luigi Salomone
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Un anno tormentato per Mattia Zaccagni. Cominciato in estate con l’operazione per sconfiggere la pubalgia, poi qualche infortunio di troppo a penalizzare il suo rendimento con la Lazio fino alla delusione del mondiale americano fallito dalla nazionale italiana. Un colpo duro ma è soprattutto la stagione anonima a tormentare il capitano biancoceleste alle prese con guai fisici e un rendimento complessivo che non sembra quello dei tempi migliori. Però, vuole provare a cambiare la storia, a rialzare la sua squadra attualmente nel limbo della classifica conquistando la finale di Coppa Italia. Già il giorno dell’ultimo problema muscolare aveva fissato col «circoletto rosso» la data del 22 aprile, la semifinale di ritorno contro l’Atalanta in cui la creatura di Sarri va a caccia dell’impresa dopo il pareggio dell’Olimpico. Sedute di fisioterapia, tanto lavoro per rimettersi a disposizione e guidare la squadra a Bergamo. La lesione è ok, già oggi tornerà a lavorare col gruppo per strappare la convocazione per la gara di Firenze lunedì sera. Se tutto andrà nel verso giusto, Zaccagni sarà in panchina al Franchi e poi sabato 18 aprile al Maradona aumenterà il minutaggio per essere pronto contro l’Atalanta nella trasferta più importante della stagione, la terza consecutiva nei prossimi dodici giorni. Lo stiramento alla coscia rimediato contro il Milan è solo un ricordo, c’è una grande voglia di aiutare la Lazio in un momento molto delicato. Finora solo tre gol in campionato più uno decisivo contro il Milan in Coppa Italia, peraltro segnato di testa, non proprio la specialità della casa. Sono 25 le presenze complessive senza però mai dare la sensazione di poter essere decisivo come accadeva negli anni scorsi quando il suo apporto era stato fondamentale grazia anche alla presenza di altri giocatori di qualità come Milinkovic, Luis Alberto e Felipe Anderson. Tant’è, ora è rimasto lui a tenere alta la bandiera di una Lazio che non riesce più a volare in alto. 
Il suo contratto, uno dei più alti della rosa di Sarri (guadagna oltre 3 milioni netti all’anno più bonus), scade nel 2029 ma la volontà del club di abbassare il monte ingaggi potrebbe farlo finire clamorosamente sul mercato. Sta bene a Roma ma il futuro è incerto per tanti motivi e, dopo quattro anni, può anche essere il momento di divorziare. Molto dipenderà da Bergamo, fino al 22 aprile le previsioni sono davvero impossibili.
 

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