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Lazio, Lotito è sempre più solo

L'annuncio dei gruppi organizzati: non torniamo allo stadio nemmeno per la semifinale di Coppa Italia

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Frattura insanabile e i tifosi  scelgono la via più difficile lasciando lo stadio vuoto il 4 marzo nella semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta forse l’ultima sfida importante di una stagione anonima nonostante l’appello dell’amato Sarri: adesso il presidente Lotito è sempre più solo. 
La sintesi di un’altra giornata di caos nel mondo Lazio sempre più dilaniato da una lotta intestina che non sembra avere fine, non fa presagire a nulla di buono per un futuro sempre più denso di ombre. La nota delle tifoserie organizzata è lunga e dettagliata: «Per la semifinale di Coppa Italia Lazio-Atalanta i gruppi del tifo organizzato hanno deciso di proseguire la protesta e non entrare. La decisione presa è tra le più sofferte dei 21 anni di gestione del sig. Lotito, ma siamo giunti al limite massimo di sopportazione rispetto alle ormai canoniche prese in giro da parte della dirigenza. Ci aspettavamo che alla presentazione del Flaminio venissero invitati anche i tifosi, visto che saranno i fruitori di quegli spazi e, soprattutto, vengono più e più volte menzionati ma mai interpellati. Ci aspettavamo che questa presentazione fosse un momento distensivo e invece dopo la lettura del testo preparato ad hoc da qualche imbonitore il sig. Lotito ha preso il microfono ed ha mostrato il suo vero volto usando toni arroganti, spocchiosi e cattivi nei confronti di chi ha fortemente contribuito a pagare tutti i debiti della Lazio. Si è parlato di confronto con i tifosi, quali tifosi? Quelli che vengono minacciati? Quelli che vengono umiliati? Quelli che non possono ricordare il nonno morto? Quelli che non sono stati interpellati per il disegno del nuovo stadio? Se qualcuno ci avesse chiamato gli avremmo detto che la Curva Nord, così come e stata progettata non ha modo di esistere, dividerla in due anelli fa perdere la compattezza del tifo nella sua massima espressione. Nel 2027 la Lazio finirà di pagare il debito verso l'erario, ci aspettavamo che dicesse di voler investire quei soldi per rafforzare la squadra. Invece ha già dichiarato che serviranno per «mantenere in piedi la struttura» tradotto: nessun investimento di mercato. Invitiamo tutti coloro che ancora credono che una Lazio migliore si possa e si debba avere, ad esercitare il proprio libero dissenso non entrando; non sarà una semifinale di Coppa Italia a farci cambiare idea su questa misera gestione, non sarà un render di un qualcosa che forse vedremo fra 6 anni a farci smettere di chiedere un presidente degno di questi colori».
Stavolta il danno economico, rispetto alle gare di campionato in cui 30.000 abbonati hanno già speso i soldi la scorsa estate, è quantificabile in circa 1.4-1.5 milioni di euro che si sommano a quelli più ridotti dei precedenti scioperi (si perderanno almeno 30-35 mila spettatori). Una situazione complicata che non tocca il presidente, almeno per quanto visto l’altro giorno a Formello con le sue parole finali che sono risultate tutt’altro che distensive. La mediazione sembra davvero impossibile, ormai i laziali hanno rivolto il pollice verso il basso alla gestione Lotito come si faceva una volta nell’antica Roma. 
 

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