Milano-Cortina, la giornata delle regine azzurre e non solo: già superata Lillehammer 1994
Il 'sorpasso' del record nel giorno delle regine. C'è della sceneggiatura cinematografica che solo lo sport sa scrivere dietro il giorno più azzurro per l'Italia degli sport invernali. Fin da quel 24 giugno del 2019, quando Milano Cortina vinse la candidatura su Stoccolma-Are, l'obiettivo sportivo era quello di andare oltre il bottino delle 20 medaglie di Lillehammer 1994. Serviva una giornata come questa, tutta colorata di un azzurro intenso, baciata da campionesse come Federica Brignone, Michela Moioli e Lisa Vittozzi per certificare nel giro di 45 minuti non solo il superamento di quella barriera che durava da 32 anni (e che neanche Torino 2006 riuscì minimamente a scalfire), ma anche a superarlo e firmare anche l'allungo.
La portabandiera Brignone con un gigante da sogno ha pareggiato i conti, una manciata di minuti dopo al soprasso ci ha pensato la 'testimonial' Moioli (che sette anni fa salì sul palco di Losanna per promuovere la candidatura) e poi la bellunese Vittozzi ha firmato l'allungo portando il bottino a 22 podi proprio nel momento in cui Malagò, presidente della Fondazione, premiava Moioli a Livigno. E prima di loro, in tarda mattinata, la staffetta del fondo capitanata dall'altro portabandiera Federico Pellegrino, aveva aperto con il bronzo le porte al sogno. Un sincronismo perfetto che ha fatto esplodere tutto lo staff azzurro di gioia.
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"Siamo felicissimi, al settimo cielo. Si raccolgono i frutti di anni di lavoro. Bravissimo il Coni, bravissima la preparazione olimpica, la Fisi e la Fisg. C'è stata una sinergia, un lavoro che oggettivamente è sotto gli occhi di tutti e ce lo invidiano. Poi gli atleti hanno fanno la differenza", ha sottolineato Malagò sotto il cielo limpido di Livigno. "Qui c'è anche una dinamica di competenza delle persone, a cominciare ovviamente dalla preparazione olimpica, dai tecnici, dalle federazioni, dagli allenatori. Secondo me è al di là della qualità degli atleti questo il nostro marchio di fabbrica, è un'eccellenza", ha aggiunto.
L'Italia non intende però fermarsi e la conferma arriva proprio dal presidente del Coni, Luciano Buonfiglio: "Adesso si può fare solo meglio, quindi cercheremo di concentrarci, di non lasciare nulla al caso, sono in continuo contatto con Alessio Palombi, vice capo missione, con Carlo Mornati il segretario generale. Ognuno è sul pezzo. Ci siamo distribuiti sul territorio, non stiamo tutti a Cortina a prendere quelle bellissime medaglie, ma dobbiamo essere vicino a tutte le squadre, a tutti gli atleti". E su tutti e quattro i portabandiera a medaglia Buonfiglio ha risposto con una battuta: "Ho la mano miracolata".
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Una vittoria del Team Italia che combacia con i buoni report sull'organizzazione che arrivano dalla stampa straniera. "Questa Olimpiade me la ero immaginata così. Continuano a farmi i complimenti. Se sento un po' mia questa vittoria? Penso che tutte le persone che sanno di sport conoscono perfettamente qual è la risposta, sanno cosa ho fatto io in questi 12 anni da presidente del Coni e nei 7 anni da quando abbiamo vinto la candidatura. E uso il plurale maiestatis per rispetto a tutte le persone che mi hanno dato una mano", ha sottolineato Malagò. "Sicuramente sarà un successo", si era detto alla vigilia. L'Italia ha tenuto fede alla promessa. E non ha nessuna voglia di fermarsi.
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