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Il ds Fabiani: la Lazio è di tutti

Daniele Rocca
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Altro show in sala stampa. Stavolta però sul palco dello studio televisivo di Formello non c'è Lotito. E a prendersi la scena è il Fabiani. Chiede di abbassare i toni, poi però non le manda a dire. L'attacco all'ex calciatore Massimo Piscedda e al procuratore di Romagnoli, Enzo Raiola. Sventola con vanto la denuncia ai carabinieri per i presunti tentativi di disturbo di soggetti terzi nei confronti della Lazio durante le trattative invernali. E quindi? Il direttore sportivo butta nel calderone ingredienti alla rinfusa, salvo tendere la mano ai tifosi. Gli stessi che hanno deciso di lasciare lo stadio vuoto in occasione di Lazio-Genoa per il mercato invernale («Non ci siamo indeboliti») e che replicheranno la protesta anche a San Valentino contro l'Atalanta. «La Lazio è di tutti!», afferma con forza Fabiani. Peccato che qualche settimana fa Lotito avesse parlato di proprietà privata e avesse urlato nella stessa stanza «La roba è mia e qui comando io». Il diesse però va avanti per la sua strada: «La Lazio è un patrimonio di tutti i tifosi, della città». Poi l'attacco al suo predecessore Tare: «Caro presidente, se si è creata questa cosa è perché con la tua generosità hai concesso negli anni che i tuoi collaboratori ti raccontassero verità diverse accumulando problemi su problemi». 
Il riferimento non è solo alla prima squadra, ma anche al settore giovanile e alla Lazio Women. «Ho dovuto rifondare tutto», assicura Fabiani. Quando l'argomento si sposta sulla contestazione, Fabiani cerca di rimanere sul filo. «Forse è giunto il momento di abbassare tutti i toni, è arrivato il momento di fare una class action, anche con i tifosi», probabilmente il diesse intendeva una tavola rotonda, la class action è un'altra cosa. «Non si può dire che qui c’è chi ha ragione assoluta e uno che ha torto. Mi farò promotore con Lotito. Penso che c’è tutta la volontà di arrivare a una soluzione, non so quale possa essere». 
Altro tema delicato quello legato alla vicenda Romagnoli, con il direttore sportivo che ringrazia il calciatore per come si è comportato: «In tutta la vicenda è stato l'unico ad aver usato il buon senso. Ho la convinzione che ha rifiutato il trasferimento, se ha rinunciato per principio gli fa ancora più onore». Fa sicuramente meno onore alla società aver chiesto al ragazzo di rinunciare agli ultimi tre stipendi, ma su questo la ricostruzione del club è diversa «Coloro che si sono messi in mezzo alla vicenda non si sono comportati bene perché hanno mentito a Romagnoli. Questi signori, compreso Raiola, dovranno spiegare davanti al magistrato se erano al corrente o meno di condizioni che loro ci hanno imposto», anche in questa occasione Fabiani mette in mezzo questioni legali. E pensare che la lunga ora di monologo si era aperta con l'annuncio di Pedraza (ha firmato per luglio) e Diogo Leite, con il quale c'è un accordi di massima. Oggi toccherà a Sarri (ore 12), la sensazione è che lo show non sia ancora finito.
 

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