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A Milano e Cortina accesa la fiamma olimpica. Il "sogno azzurro" può cominciare

Foto: Ansa 

Angela Bruni
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Sono Alberto Tomba e Deborah Compagnoni, campioni olimpici di sci, gli ultimi tedofori che a Milano hanno acceso il braciere all'Arco della Pace, al culmine della Cerimonia di apertura dei Giochi Invernali di Milano e Cortina. A porgere la Fiamma è stato Enrico Fabriz, altro campione olimpico di pattinaggio velocità. Ad accendere il bracere a Cortina d'Ampezzo sono invece la sciatrice Sofia Goggia e il campione Gustav Thoeni. "Mamma mia, che figata. Quando siamo entrati dentro è stato proprio bello, non pensavo una cosa così", ha affermato il portabandiera azzurro Federico Pellegrino dopo aver portato con Arianna Fontana il Tricolore nello stadio di San Siro. "Ho perso l'orientamento, non mi aspettavo una cosa così forte, sono senza parole. Indimenticabile". "È stata una delle emozioni più forti che ho provato fuori dalle competizioni" sono le prime impressioni della portabandiera azzurra Federica Brignone dopo la sfilata della delegazione azzurra.

Non ha tradito le attese la cerimonia inaugurale dei Giochi a San Siro. La celebrazione dell'Italia, con il tema dell'armonia a fare da filo conduttore, fra bellezza, arte e qualche colpo di scena.  Lo spettacolo ideato da Marco Balich è stato un omaggio all'Italia, alla sua cultura e creatività. Ma è stato anche e soprattutto un messaggio universale di pace e dialogo, un invito a immaginare un futuro in cui le differenze non dividono, ma costruiscono. Del resto è questa l'armonia, "mettere insieme ciò che è diverso". In un San Siro sold out, la scena viene subito dominata da un grande cerchio, riferimento alla pianta originaria di Milano, con quattro rampe che collegano idealmente le altre sedi di questi inediti Giochi diffusi, Cortina, Livigno e Predazzo. E la stessa Cortina è parte attiva di una cerimonia nata grazie al contributo di 1.200 performer volontari, dai 10 ai 70 anni, e dopo oltre 700 ore di prova. A far da colonna sonora "Nel Blu dipinto di Blu" e "Niente è impossibile", perfette per le imprese sportive che verranno.

E se a Londra, nel 2012, la regina Elisabetta s'è prestata ad un simpatico cameo con lo 007 Daniel Craig, a Milano-Cortina è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a improvvisarsi passeggero del tram, rigorosamente numero 26, con un conducente d'eccezione, Valentino Rossi. Il Capo dello Stato si materializza poi in carne e ossa a San Siro prima dell'alzabandiera che precede l'inno di Mameli, affidato per l'occasione alla voce di Laura Pausini. Città e montagna vanno insieme a braccetto, ancora fra musica e poesia ("L'Infinito" di Leopardi recitato da Pierfrancesco Favino), lasciando quindi spazio alla sfilata degli atleti distribuita fra Milano, Cortina, Livigno e Predazzo. Come da tradizione, gli azzurri - preceduti dalla Francia che organizzerà i Giochi nel 2030 - escono per ultimi: Arianna Fontana e Federico Pellegrino sventolano alto il Tricolore nel boato di San Siro. Nel cuore delle Dolomiti fa altrettanto Federica Brignone sulle spalle di Amos Mosaner. Sono in tutto 195 gli atleti a sfilare per il nostro paese. Arriva il momento di Sabrina Impacciatore, incaricata di ripercorrere i 100 anni della storia delle Olimpiadi invernali, strizzando l'occhio alla Valanga azzurra e al rap di Adriano Celentano.

C'è spazio anche per una lezione sui gesti italiani a cura di Brenda Lodigiani. "Siamo pronti a scrivere una nuova pagina della storia olimpica, ispirati dai valori che ci uniscono: eccellenza, amicizia e rispetto - sottolinea Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina - Quella che ci attende nelle prossime due settimane è un'edizione pionieristica dei Giochi invernali". "Abbiamo lottato per arrivare fin qui. Coordinare così tante realtà diverse, unite nella realizzazione di un unico sogno; è stata una dimostrazione straordinaria della capacità del nostro Paese di portare a termine un progetto di tale complessità". E rivolgendosi agli atleti: "In un'epoca in cui gran parte del mondo è divisa dai conflitti, la vostra presenza dimostra che un altro mondo è possibile, un mondo fatto di unità, rispetto e armonia". Perché "attraverso di voi, vediamo il meglio di noi stessi, ci ricordate che possiamo essere coraggiosi, che possiamo essere gentili, che possiamo rialzarci non importa quanto dura è stata la caduta".

Al grido di "Sergio, Sergio", Mattarella dichiara aperta l'Olimpiade. Mentre la temperatura si abbassa, a scaldare San Siro arriva la torcia, portata da due simboli di Milan e Inter, i calciatori Franco Baresi e Beppe Bergomi. Giusto per un breve passaggio prima della sua uscita accompagnata dalla voce di Andrea Bocelli sulle note di "Nessun dorma". E dopo che Ghali, mettendo da parte le polemiche, dà voce a Gianni Rodari in italiano, francese e inglese con "Promemoria", un brano contro la guerra, l'attrice e ambasciatrice Onu per la pace Charlize Theron richiama Nelson Mandela per lanciare un messaggio di speranza, la speranza a cui fa appello la bandiera a cinque cerchi che si sdoppia fra Milano e Cortina. Il gran finale oltrepassa i confini dello spazio perchè entra in scena anche l'astronauta Samantha Cristoforetti. Poi l'accensione dei due bracieri, uno all'Arco della Pace nel capoluogo lombardo, l'altro a piazza Dibona a Cortina. Uno spettacolo è finito, un altro sta ora per cominciare

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