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Lazio, i nuovi acquisti sul mercato e il "giallo" dell'indagine della Procura

Foto: Ansa 

Luca De Lellis
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Doveva essere il mercato della rinascita, dopo un’estate trascorsa passivamente a fare da spettatrice agli acquisti delle altre big della Serie A per non aver rispettato l’indicatore di liquidità. Invece per la Lazio e il suo direttore sportivo Angelo Fabiani la sessione invernale si sta trasformando, più che in una riparazione, in una demolizione della rosa attuale. Che assume contorni anche sinistri stando alle dichiarazioni rilasciate dal ds biancoceleste a La Repubblica: si parla di sabotaggi di alcune trattative cruciali per il restyling del centrocampo laziale, denunciate mercoledì scorso alla stazione dei carabinieri di Trastevere. In particolare, quelle imbastite per portare alla corte del tecnico toscano Loftus-Cheek del Milan e Samardzic dell’Atalanta. Non solo, perché anche l’operazione per acquisire il cartellino dell’ex Ajax Kenneth Taylor sarebbe stata oggetto di interferenze. Ma andiamo con ordine. A poco più di una settimana dalla fine del calciomercato e a margine dell’ennesimo risultato non esaltante della stagione, lo scialbo 0-0 di Lecce, Maurizio Sarri ha salutato due pilastri delle ultime stagioni come Guendouzi e Castellanos e ha accolto con scetticismo due scommesse venute dall’estero: la punta serba classe 2003, Petar Ratkov, e la mezzala olandese Taylor. Finora impalpabili. Sembrava in procinto di partire anche il leader caratteriale della linea difensiva, nonché lazialissimo di formazione, Alessio Romagnoli. Ma le polemiche del popolo laziale, che ha annunciato uno sciopero nella prossima partita casalinga contro il Genoa, unite al veto imposto da Maurizio Sarri, hanno spinto la dirigenza laziale a fare dietrofront con un comunicato che spiega come il centrale nato ad Anzio non "sia mai stato sul mercato". 

Su queste basi confusionarie, però, nella seconda parte di stagione le ambizioni europee - già fievoli ora - potrebbero svanire del tutto. Avrebbero fatto di certo comodo due calciatori di qualità ed esperienza in Italia, Loftus-Cheek e Samardzic, ma le trattative, già in stato avanzato, hanno subito brusche interruzioni. E proprio qui si fonda il sospetto del ds Fabiani, ora preso in carico dalla Procura di Roma. L’esposto circostanziato presentato dall’uomo di fiducia del presidente Claudio Lotito ha immediatamente dato origine a un fascicolo nelle mani dei pm capitolini. I reati ipotizzati sono diffamazione aggravata e aggiotaggio a carico di Ylan Singer. Nel documento si accusa infatti l'agente internazionale che avrebbe agito senza alcuna legittimazione nelle operazioni di mercato della Lazio, influenzando le trattative e mettendo in cattiva luce sia la società che il suo direttore sportivo agli occhi di altri operatori del settore. L’accusa di Fabiani si fonda su una serie di messaggi che Singer avrebbe inviato a Guido Albers, agente olandese del centrocampista Kenneth Taylor, nel clou della trattativa poi conclusa dalla Lazio. In uno di questi, datato 6 gennaio, il tono viene descritto come apertamente intimidatorio: «Guido, stiamo evitando che firmino Loftus-Cheek dal Milan e Samardzic dall’Atalanta. Le persone con cui sono qui sono persone molto potenti e non posso dirgli che non rispondi al telefono».

Per Fabiani, quelle parole trasformano il sospetto in accusa: l'agente avrebbe cercato di impedire alla Lazio questi affari. La palla, ora, passa alla Procura. Nel frattempo, però, il tempo stringe. La società e la squadra, rappresentata dalla guida tecnica, appaiono come entità slegate tra loro che remano verso porti opposti, nonostante la permanenza di Romagnoli. Per la sofferenza dei tifosi, che contestano ogni giorno con maggiore veemenza la gestione del presidente Lotito.

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