A Riyadh la resa dei conti: Sinner e Alcaraz per la corona del Six Kings Slam
Come sempre i protagonisti della finale del Six Kings Slam saranno i numeri uno e due al mondo: Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. La finale sarà sabato alle 20.30 circa al Diriyah Tennis Arena, ma prima ci sarà la sfida per il 3° e 4° posto tra Novak Djokovic e Taylor Fritz che inizierà alle 18.30. Non sarà trasmessa in chiaro, ma solamente su Netflix poiché detiene i diritti del torneo.
Il percorso verso la finale ha dimostrato due prestazioni decise: Jannik ha travolto Novak in semifinale con un perentorio 6-4, 6-2, confermando la sua striscia di successi contro il campione serbo. Alcaraz, dopo aver saltato alcuni eventi a causa di un problema alla caviglia, si è ripreso battendo Taylor Fritz con lo stesso punteggio di 6-4, 6-2. Il match inaugurale tra i due favoriti richiama la loro rivalità stagionale che abbiamo già visto nei principali tornei: Roland Garros, Wimbledon e Us Open. Nello storico confronto ufficiale, Alcaraz conduce con 11 vittorie contro le 5 di Sinner. Tuttavia il bilancio recente è stato incerto: Sinner ha conquistato Wimbledon, mentre Alcaraz ha prevalso all' Us Open.
Va ricordato che il Six Kings Slam è un evento puramente esibizionistico, dunque privo di ricadute sulla classifica ATP. Il fattore economico però è tutt'altro che trascurabile: ogni concorrente infatti ha percepito un ingaggio di 1,5 milioni di dollari statunitensi, mentre il vincitore si aggiudicherà ben 4,5 milioni, per un montepremi complessivo di 6 milioni di dollari. Ci sono molti dubbi sul vincitore: Sinner si presenta alla finale fiducioso, dopo una semifinale condotta con autorità; Alcaraz invece, pur non essendo al suo massimo fisicamente, resta uno dei tennisti più talentuosi e imprevedibili del circuito. In questi contesti il fattore mentale sarà ciò che determinerà lo scontro.
Dai blog
Fenomeno Anna, la rapper dei record cala un altro asso
La modernità di Ulisse nell'Odissea pop di Christopher Nolan
La rinascita della melodia nelle canzoni di Valerio Piccolo