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IL CASO

Doping, interrogato Lucioni

Il capitano del Benevento ascoltato dalla procura sportiva

Doping, interrogato Lucioni

Fabio Lucioni prova a chiarire la sua posizione: «Ho raccontato come sono successi i fatti. Sono tranquillo, confido nella giustizia e spero che tutto vada per il meglio. Non ho responsabilità dirette e spero di poter tornare presto in campo». Il capitano del Benevento trovato positivo all’antidoping lo scorso 22 settembre al termine della gara con il Torino, ha così commentato la sua audizione presso la sede di Nado Italia a Roma. Accompagnato dal suo avvocato Saverio Sticchi Damiani, il difensore del Benevento è stato ascoltato per circa mezz’ora direttamente da Alberto Cozzella, Procuratore Capo di Nado Italia. Lucioni ha sostenuto fin dall’inizio di aver applicato uno spray cicatrizzante prescritto dal medico del club, nel quale era indicata la presenza di Clostebol Metabolita. La mia versione «resta perchè effettivamente è andata così, non sono salito inventandomi storie. L’ho detto il primo giorno non perchè mi volessi lavare le mani, ma resta perchè effettivamente è successo questo». Nel momento difficile, sia personale che sportivo, Lucioni ha ringraziato il supporto dell’ambiente: «Ringrazio tanto la società che mi sta dando supporto morale. Mi auguro si risolva nel minor tempo possibile, perchè la squadra ne ha bisogno. La squadra mi sta vicino e hanno capito comunque che non avevo responsabilità. Mi stanno aiutando. Io cerco di dargli la fiducia quotidiana e di caricarli». L’avvocato del giocatore ha parlato di «strategia chiara», trattandosi di «uno spray cicatrizzante per un’escoriazione leggera a una gamba avvenuta da parte del medico sociale». Saverio Sticchi Damiani ha voluto sottolineare la buona fede del suo assistito, ribadendo che l’assunzione non è avvenuta autonomamente ma dietro indicazione del medico sociale, che probabilmente sarà sentito dalla Procura per ulteriori dettagli. «Si tratta di un unico episodio per far cicatrizzare un’abrasione e direttamente compiuta dal medico. È un pò una beffa quella che sta subendo Lucioni, speriamo di uscirne con il minor danno possibile. I precedenti non sono del tutto coincidenti, perchè altre volte le sostanze sono state assunte s in autonomia, mentre qui c’è il dato fondamentale che il ragazzo si è affidato alle cure mediche dello staff. È presto per parlare di memoria difensiva: la procura deciderà se archiviare o andare avanti a processo. Se dovessimo andare a giudizio, faremo la memoria difensiva. Oggi abbiamo raccontato i fatti per come si sono svolti, siamo sereni. Il giocatore sta già subendo una sospensione cautelare di 60 giorni. È un danno, speriamo non si vada oltre. La buona fede credo sia chiarissima. La procura andrà avanti e immagino che sentirà lo staff medico».

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