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Domenico Latagliata La Germania fa il suo dovere, batte la Danimarca 2-1 e chiude a punteggio pieno il suo girone: nei quarti affronterà la Grecia, ovviamente da favorita e trasmettendo la sensazione di avere un gruppo che può cambiare marci

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Cinqueminuti e già Muller ha sul sinistro la palla del possibile vantaggio: il miracolo di Andersen è da applausi, idem la capacità di stare in campo dei tedeschi nel loro solito 4-2-3-1. Il vantaggio pare inevitabile e in effetti arriva appena prima del ventesimo: una sorta di rigore in movimento, con palla filtrata dalla destra e Podolski che davvero non può sbagliare festeggiando nel migliore dei modi la centesima presenza in Nazionale. Potrebbe essere tutto finito, invece no: angolo dalla destra per i danesi, torre di Bendtner e seconda rete nel torneo di Krohn-Dehli. Quello che non ti aspetti, insomma, anche perché l'autore del gol non è certo un gigante e colpisce in mezzo all'area beffando le torri tedesche, da Gomez a Hummels. Colpita nell'orgoglio, la Germania reagisce: Ozil è a tratti imprendibile o quasi, Muller suona la solita musica sulla destra e il match riprende la sua fisionomia originale. Andersen vede i sorci verdi ogni due minuti, una bomba di Podolski su punizione finisce alta di poco, poi Khedira per poco non sfrutta la consueta amnesia difensiva altrui. Si arriva comunque a metà gara sul pareggio, pur con la Germania nettamente avanti ai punti: alcune giocate in velocità dei nipotini dei Panzer di una volta - come quella che permette a Gomez di arrivare palla al piede a pochi passi dall'area piccola - sono davvero da applausi, così come va rimarcata la dedizione dei danesi, mai domi né rassegnati nonostante l'evidente disparità di valori. Addirittura, a inizio ripresa è Jacob Poulsen a sfiorare il palo con una conclusione di destro dopo la migliore azione danese della partita: a questo punto la Germania privilegia il possesso palla e comunque cercando di non esporsi a una beffa tipo quella subita dalla Russia. Fa il suo esordio anche Schurrle, gioiello del Bayer Leverkusen che va subito vicino al gol facendo capire che, volendo, la Germania potrebbe trovare con relativa facilità la via della porta avversaria. Nel frattempo raddoppia il Portogallo, con il risultato che la Germania, se sconfitta, verrebbe eliminata: i tedeschi allora abbassano il ritmo e sostanzialmente mettono il pilota automatico per arrivare alla meta senza danni. Cosa che avviene puntualmente e anzi trovando anche il gol della vittoria con Bender, terzino poco più che esordiente. Ora i greci trovano l'«odiata» Germania. Calcio e e diplomazia si troveranno venerdì sera a Danzica. Per la Grecia (nel senso della nazione) affrontare la squadra del paese che buona parte dell'opinione pubblica considera come la causa dei problemi economici sarà una motivazione in più. «Dateci la Merkel», titolava in Grecia «Goal news», lasciando intendere che la possibilità di aver di fronte la Germania per sfidarla è un'idea che piace.

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