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A pranzo con la Roma.

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Uninedito in questa stagione che fa storcere il naso a Luis Enrique. «È strano, non mi piace. Per noi - ricorda - sarà la prima volta che giochiamo alle 12.30 e sarà una gara difficile. Spero che i giocatori non si rilassino pensando che sia una partita già vinta. Voglio vedere la giusta mentalità, intensità e ambizione». Sbagliare oggi, d'altronde, equivarrebbe a sprecare l'ennesima chance di rimonta-Champions: il ko della Lazio ha riaperto le speranze. «Ci sono delle squadre che sono davanti a noi ed è difficile sapere se riusciremo ad arrivare terzi - aggiunge Luis Enrique - la cosa importante adesso è battere il Novara». Per scardinare il muro eretto da Tesser servirà una Roma più coraggiosa rispetto alle ultime prestazioni. I progressi nel gioco, del resto, sono quelli che interessano maggiormente a Luis Enrique, scontento delle ultime prestazioni. Guai, però, a fargli notare il suo nervosismo durante le partite: le sbracciate di San Siro sono state eloquenti. A domanda sul perché la Roma non abbia ancora imparato a seguirlo, l'asturiano si prende una pausa di 25 secondi e poi ribatte stizzito: «Perché sono un cattivo allenatore, è questo che volete sentire ? Potrei restare qui non 5 ma 10 anni, e mi fareste la stessa domanda. Il calcio non è matematica, è uno sport in cui non si possono controllare tutte le situazioni. Succede anche a Ferguson a Manchester dopo 25 anni». Molto meno a Guardiola, ma Luis Enrique prende le distanze dal suo modello di riferimento. «L'ho detto sin dall'inizio e lo ripeto: non cerco di giocare come Guardiola né come il Barça - precisa l'asturiano - l'unica cosa che abbiamo in comune è l'idea di calcio "associativo". Ma il loro modello di gioco è impossibile da ripetere. Noi non abbiamo Messi che salta cinque uomini o Xavi e Iniesta. Il Barcellona ha delle caratteristiche adattate ai suoi calciatori». A pensarci bene è il contrario di quello che accade alla Roma. A proposito di adattamenti, oggi c'è bisogno di una bella toppa in difesa: al fianco di Kjaer, l'unico centrale superstite , arretrerà De Rossi. «Non ci sono alternative, ma Daniele ha già fatto il difensore con la Juve e mi dà piene garanzie». Il tecnico parla prima dell'allenamento nel quale De Rossi si fa male al gomito. Secondo i medici sarà comunque in campo. Spetta all'allenatore decidere se Totti può giocare: le ultime indicazioni tendono verso il «sì». Il capitano vuole cancellare una settimana difficile. «Trovo molto ingiusto parlare di un calciatore per una partita - dice Luis Enrique a difesa di Totti - si deve giudicare tutti, compresi gli allenatori, per quello che si fa in una stagione intera. È chiaro che Francesco serve alla Roma, e mi aspetto che sia ancora un punto di riferimento». Quello che Bojan ancora non è. «Può diventare un attaccante di grandissimo livello, non gioca quanto vorrebbe ma avrà delle opportunità». Magari già oggi.

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