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La rabbia dei condannati: pagina nera

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Treanni e otto mesi per l'ex designatore arbitrale Paolo Bergamo, un anno e undici mesi per il collega Pairetto, due anni e due mesi per il vicepresidente della Federcalcio Innocenzo Mazzini. E ancora un anno e undici mesi all'ex arbitro Massimo De Santis. Poi quindici mesi per frode sportiva al presidente della Lazio Lotito (secondo le NOIF della FIGC il numero uno della Lazio e quello della Reggina Lillo Foti potrebbero rischiare la sospensione della carica), al patron della Fiorentina Diego Della Valle e al fratello Andrea. Un anno all'ex addetto agli arbitri del Milan Meani. Le attese sentenze di primo grado del processo penale sullo scandalo Calciopoli sono arrivate alle otto di sera e hanno confermato in pieno le tesi dell'accusa. Per le motivazioni bisognerà attendere tre mesi, ma attraverso i dispositivi si possono già capire le convinzioni maturate dai giudici di Napoli: le partite della serie A 2004/05 furono alterate dall'attività di un'associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, promossa da Moggi, Bergamo e Mazzini. Il collegio giudicante, composto dalla presidente Teresa Casoria e dai giudici a latere Francesca Pandolfi e Maria Pia Gualtieri, ha preso queste decisioni dopo aver ascoltato nelle prime ore del mattino le ultime arringhe del pubblico ministero Capuano (concentratosi sulle schede svizzere utilizzate da Moggi e sui sorteggi pilotati) e le controrepliche degli avvocati difensori. «In questo processo - ha attaccato Paolo Trofino, legale dell'ex dg della Juventus - sono state commesse nefandezze straordinarie con telefonate occultate. Moggi non è un diavolo in un mondo di angeli, in lui è stato individuato il capro espiatorio e per sei anni ha sopportato la gogna mediatica: per questo non chiediamo una semplice assoluzione, ma una sentenza risarcitoria». Richieste respinte dai giudici di Napoli dopo otto ore di Camera di Consiglio: oltre ai cinque anni e quattro mesi di reclusione, Moggi è stato punito con l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e cinque anni di Daspo, divieto di accedere alle manifestazioni sportive. Tra i sedici condannati per frode sportiva ci sono anche il presidente della Reggina Foti, l'ad della Fiorentina Mencucci, gli ex arbitri Bertini, Racalbuto e Dattilo, e i guardalinee Puglisi e Titomanlio. Per tutti il Tribunale di Napoli ha previsto come pena accessoria (sospesa in attesa dell'appello) l'interdizione per tre anni dagli uffici direttivi delle società e il divieto alle manifestazioni sportive. Sono stati assolti il dirigente del Messina Fabiani, la segretaria della Can Fazi, l'arbitro Rodomonti, gli assistenti Mazzei, Cennicola, Gemignani e Ambrosino e il giornalista Scardina. REDROB:#[email protected]%@

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