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Totti apre le porte a Luis Enrique

Tonino Tempestilli e il nuovo allenatore della Roma Luis Enrique

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Il «conducador», parafrasando un termine usato da Sabatini, ha preso possesso della sua nuova fortezza. La prima giornata romano-trigoriana di Luis Enrique è stata una full immersion iniziata alle 14.20, ora dello sbarco (in ritardo di 50 minuti) a Fiumicino del volo Barcellona-Roma Az 00077, e finita nella notte con la meritata dormita nel «pensionato» del Fulvio Bernardini. In mezzo presentazioni, perlustrazioni, chiacchierate, strette di mano, foto, un'intervista e chi più ne ha più ne metta. Il buongiorno romano per il «Lucho» e i suoi cinque fidi scudieri accompagnatori (il primo collaboratore Ivan De la Peña, il tattico Roberto Moreno, lo scout Marcos Lopez, il procuratore Manuel Ferrer e il nipote Rafael Pol) è un viaggio sulla tratta Fiumicino-Trigoria a bordo di un minivan nero della Mercedes. Arrivo a destinazione alle 15.05, entrata al Bernardini dal cancello su piazzale Dino Viola e immediato incontro con un comitato d'accoglienza di tutto rispetto formato da Sabatini e Totti. I due, prima, erano stati a colloquio per una decina di minuti: il ds si presenta, spiega al capitano che non lo ha convocato prima per motivi di opportunità, gli conferma che sarà al centro del progetto e le belle parole spese nella conferenza stampa d'insediamento. Totti saluta Luis Enrique: poche parole, un abbraccio, il tecnico gli chiede dove andrà in vacanza (il capitano partirà oggi per gli Usa) e l'appuntamento è per il primo giorno di scuola romanista. Dopo i saluti, è l'ora della perlustrazione in lungo e in largo di Trigoria: Luis Enrique osserva i campi, valuta le strutture e conosce ad uno ad uno tutti i presenti (tra cui Pradè, gli avvocati Baldissoni e Cappelli, i membri dell'ufficio stampa della Roma e Franco Spicciariello dell'Open Gate). Il ruolo di guida spetta a Tonino Tempestilli, De la Peña fa il traduttore e si lascia scappare una promessa: «Tra un mese tutto lo staff parlerà italiano». Luis ancora non lo parla, ma lo capisce benissimo. Un pranzetto veloce (menù a base di pasta al pomodoro, mozzarella e prosciutto) e poi una prima velocissima chiacchierata tra il tecnico asturiano, il suo staff e Sabatini: firme sui moduli federali (oggi arriverà anche quella di Roberto Venturini per la Roma), due parole sulla durata del ritiro (a Luis Enrique non dispiacerebbe allungarla da due a tre settimane), dvd della Primavera in regalo e un accenno al mercato. Sabatini e l'avvocato Cappelli («ai primi di luglio il closing della trattativa») lasciano Trigoria, Luis Enrique parla a Roma Channel. «Siamo qui - le sue prime parole giallorosse - per emozionare e rendere felici i tifosi, speriamo di raggiungere tanti traguardi. Forza Roma!». Poi, in serata, il primo vero e proprio vertice della nuova Roma: Sabatini ritorna a Trigoria alle 19.30, da qualche parte spunta anche Franco Baldini (che nelle prossime ore si vedrà con Pradè e Conti). Si parla di tutto: di Lamela, di Pastore, del ritiro, del mercato (scambio con il Genoa Mesto-Greco?), del modo di intendere il calcio, del nuovo nascente «modello Roma». Oggi altri colloqui e il ritorno a Barcellona in business class, sul volo dell 21.30, di Luis Enrique e soci. Arrivederci a inizio luglio.

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