Un portiere con la valigia
È beffardo il destino. Sei lì al bar che bevi un cappuccino e poi qualcuno, agitatissimo, ti dice di prepararti, che è arrivato il tuo momento. E tu pensi che è strano succeda proprio adesso. Fuori tempo massimo, direbbero nei quiz. Per Tommaso Berni è stato così. Dal 1° febbraio è libero di firmare per qualsiasi squadra, visto che il suo contratto con la Lazio scade nell'estate 2011. I corteggiatori certo non gli mancano, e dopo 4 presenze in 4 anni a Roma, potrebbe anche aver voglia di cercare fortuna altrove. Poi Muslera si fa male, nella maniera più banale possibile, durante il riscaldamento. Lui è al bar nella pancia dell'Olimpico, si prepara in tutta fretta e fa quello per cui dal 2006 è alla Lazio: farsi trovare pronto. Nega il gol a Donati e blinda tre punti fondamentali. Il giorno dopo arriva il responso medico: Muslera starà fermo per almeno altre due partite, Tommaso ne dovrà giocare tre consecutive. Quasi un'indigestione, per chi è abituato a tifare dalla panchina. «Il difficile è acquisire subito la concentrazione giusta - ha spiegato lui ai microfoni di LazioStyleRadio - perché il ruolo del portiere è al 90% un fatto mentale. La testa è importante almeno quanto le doti tecniche». Certo, bisogna sentire la fiducia. Da questo punto di vista Reja è stato fondamentale. Berni è stato cercato anche nell'ultimo mercato, l'allenatore non ha voluto che si muovesse: «Con lui mi sento sicuro». E così sembrano passati i tempi più bui dell'avventura romana, come quando finì fuori rosa. Ora Berni indossa il numero 12, quello della tifoseria, «perché mi porta fortuna e ad agosto ho chiesto il "permesso" di usarlo alla Curva», ed è diventato un punto di riferimento dello spogliatoio. Serio in allenamento, pronto a scherzare nelle pause. Il più lento a fare la doccia, il più tatuato, ascolta i Korn a tutto volume ma quando c'è da parlare di calcio rinsavisce: «Con il Bari dovevamo chiudere prima la partita, ma poi siamo stati bravi a rimanere compatti e a portare a casa i 3 punti. A Cagliari temo soprattutto l'imprevedibilità di Cossu, così come Conti e gli attaccanti Nenè e Acquafresca». Il peso di blindare il posto Champions ora è sulle sue spalle. Al ritorno di Muslera potrebbe riaccomodarsi in panchina. Poi dovrà decidere se accettare la proposta di triennale della società o prendere altre strade. In un caso o nell'altro, l'aver dato un contributo al raggiungimento di un traguardo storico lo collocherebbe per sempre nel cuore dei tifosi laziali.
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