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Matteo De Santis Dentro la calza, oltre ai tre punti, c'è anche una bella dose di carbone.

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E,come la Befana, consegna pezzetti di carbone a tutti coloro che, secondo i soggettivi parametri di Trigoria, non hanno fatto i bravi. Inizia, «levandosi un sassolino dalla scarpa», Rosella Sensi: «Siamo in corsa in tutte le competizioni e invece durante le vacanze non ho fatto altro che leggere cose che destabilizzano l'ambiente. Non ne posso più di ricevere insulti gratuiti e per questo agiremo nelle sedi opportune. Questa squadra e la nostra tifoseria hanno bisogno di serenità». Continua, seguendo la via presidenziale, Claudio Ranieri. «Sono pienamente d'accordo - ammette il tecnico - con Rosella Sensi, ma lei dimentica che ci sono romanisti e non romanisti. Ci arrivano critiche in continuazione e alla minima cosa succede il quarantotto. Anche Franco Sensi disse che con un'altra stampa avrebbe fatto di più. Ma più è difficile una cosa e più vogliamo superarci per venirne a capo». Poi Ranieri si sofferma sull'ennesima trasformazione di questa pazza Roma. «Siamo stati dottor Jekyll e Mister Hyde: nel primo tempo abbiamo lasciato a desiderare, nella ripresa ci siamo ritrovati. Il turnover? Non possono giocare tutti insieme, lo accettano a malincuore, e sfogano la loro amarezza sul campo». Che questo preciso momento societario sia particolare lo si può intuire anche dalle parole del ds Pradè. «Siamo in troppi, il mercato è solo in uscita. La nostra è una situazione paradossale: non sappiamo nulla, ma economicamente non ci manca niente. Da sei anni lavoriamo bene così, in futuro chi lo sa. Forse - battuta finale - non sarei neanche capace di comprare uno come Messi».

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