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Lottomatica a Caserta

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.Questione di fuso orario: mentre Totti brindava a Montecarlo, gli altri sudamericani in una villa a Casal Palocco, il 2011 del brasiliano è iniziato tre ore dopo a Rio de Janeiro, poi è toccato a Pizarro festeggiare in Cile. Oggi Adriano dovrebbe rientrare in Italia: il suo procuratore Calenda ha assicurato alla Roma che l'Imperatore è ripartito ieri dal Brasile dopo aver risolto i problemi con il passaporto. Conferme? Nessuna. Il telefono di Adriano ieri mattina era spento. Non resta che aspettare oggi. Se arriva davvero, Adriano lo fa con cinque giorni di ritardo: dovrà pagare una multa e chiarirsi con i dirigenti. La Roma ha in mano un dossier che permetterebbe la rescissione del contratto, grazie alla clausole sui comportamenti del giocatore pattuite al momento del suo arrivo. L'intervento della Sensi lo ha convinto a continuare la sua avventura con la Roma, poi Ranieri ha contribuito facendolo giocare con il Milan. Ma adesso il centravanti dovrà ricominciare da capo e «lottare» con la bilancia e i continui cambiamenti di umore. I dirigenti di Unicredit impegnati nella vendita della società continuano a pensare che Adriano vada ceduto e non hanno per nulla apprezzato la mossa della Sensi. Altro caso apertissimo è quello di Pizarro. Il cileno ha inviato a Bruno Conti (l'unico dirigente con cui ha contatti quotidiani) le foto del ginocchio gonfio che sta curando in una clinica in Cile. Non tornerà a Roma prima del 10 gennaio, con l'idea di chiedere la cessione. Ma al momento non c'è una squadra che può accontentarlo. Ce n'è una, invece, pronta ad accogliere Mexes a giugno: il Milan, che ha un accordo sulla parola con il procuratore Jouanneaux. Venerdì, lasciando Trigoria, il francese con un po' di imbarazzo ha risposto alle domande sul suo futuro: «Ancora non ho ricevuto la proposta di rinnovo, ma la mia volontà è quella di rimanere. Sono in scadenza? Da mò!». La battuta in romano di Mexes che dice tutto. O quasi.

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