Azzurri senza paura
Ilct azzurro Anastasi si gode il compleanno e non cede all'ansia della vigilia. «Sono felice di essere arrivato a Roma e giocarmi le finali per le medaglie. Non è una sorpresa. È dall'inizio di questo mondiale che lo ripeto: voglio arrivare in finale. Non so se centreremo l'obiettivo; per ora ci godiamo l'emozione di giocare un mondiale in casa». Con il Brasile cosa si aspetta dai suoi? «Speriamo di riuscire a mettere a frutto il lavoro fatto in preparazione. Abbiamo costruito un gruppo solido, una squadra vera e questo è già un risultato. Mi piace vedere i ragazzi dalla panchina che spingono chi sta in campo. Siamo diventati tosti, coriacei. Dal punto di vista tattico il gioco d'attacco si è molto velocizzato. Col Brasile vorrei che funzionasse bene la correlazione muro difesa in mondo da contenere l'attacco verdeoro» Come vede i ragazzi, alla vigilia? «Lucidi, sereni e concentrati. Si stanno preparando al meglio». Il PalaLottomatica può essere davvero determinante? «Giocare in casa è un'emozione impareggiabile: i tuoi familiari sono lì a guardarti e ti seguono tutti, dai media agli amici. Non ho neppure il tempo di rispondere a tutti i messaggi che mi arrivano. E poi l'inno d'Italia cantato dal pubblico è da brividi». Cosa si aspetta dalla squadra di Bernardinho? «Sono solidi, con grande tecnica, giocano un'ottima pallavolo. Hanno due bande fortissime, due ottimi centrali e una diagonale palleggiatore opposto interessante anche se giovane e un po' incostante. Anche loro, però, non sono perfetti». Nell'altra semifinale si affrontano Cuba e Serbia (ore 17, diretta Rai Sport1). Su chi punterebbe un euro? «La storia dice Serbia. Sono una squadra fantastica. Hanno cuore e orgoglio come nessuno. Se mi chiedessero di scegliere una panchina direi la loro. Cuba, però, ha tanto talento. Con quei giocatori può fare tutto».
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