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Per Schwazer il giorno della verità

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Alle9.25 sapremo se l'atletica italiana sarà partita con il piede giusto nell'appuntamento più importante dell'anno. Il piede è quello di Alex Schwazer. Dopo poco meno di un'ora e venti minuti di marcia l'olimpionico di Pechino avrà infatti dato risposta ad una domanda che costituisce il punto di svolta della sua carriera, se cioè la sua integrità atletica è intatta o se al contrario il collasso fisico e psicologico subito nella scorsa stagione durante e dopo i campionati mondiali di Berlino, con l'azzurro ultrafavorito e lo sconsolato ritiro verificatosi a metà dei cinquanta chilometri previsti, non sia stato qualcosa più di un episodio isolato. I pronostici e le attenzioni della vigilia gli assegnano due pesanti responsabilità: affermarsi nella gara d'apertura fornendo un'ipoteca iniziale, fortemente visibile, sul raccolto complessivo della spedizione azzurra, e cancellare le perplessità di quanti considerano azzardato un impegno ravvicinato sulle due distanze, stamani sui 20 chilometri, venerdì sui 50. Schwazer ha inoltre la necessità di respingere al mittente le illazioni che vorrebbero mutato negativamente l'ambiente attorno al quale l'altoatesino costruì sulla distanza più lunga la superba affermazione olimpica del 2008, portando quindi a considerare quali normali incidenti di percorso episodi negativi come quello registrato ai Mondiali. Negli anni decisivi della carriera Schwazer è stato seguito tecnicamente da Sandro Damilano, tra i personaggi più illuminati di un mondo che fa della marcia, nel panorama atletico nazionale, una nobile parrocchia trasversale. Il sodalizio tra i due è da tempo in crisi, ed è scontato diventi ufficiale in chiusura di campionato. Nella prima metà del 2010, l'olimpionico non ha mai sofferto cedimenti agonistici. Di più, nel marzo scorso, a Lugano, nella prova più breve, apparentemente meno congeniale, in 1h18'24" ha realizzato la migliore prestazione mondiale dell'anno e il primato italiano. Se tanto ci dà tanto, le possibilità di affermazione per il venticinquenne carabiniere di Vipiteno sono dunque, sulla carta, integre. Rendendo quindi non del tutto illusoria l'attesa per un bis sui 50 chilometri, bis che non avrebbe precedenti nella storia della rassegna continentale.

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