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La torcida di Dio

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Lasi può chiamare, per analogia, in molti modi, ma la «curva» del campionato di calcio per seminaristi e sacerdoti dei pontifici collegi romani si fa, ogni anno, più organizzata. Dopo tre edizioni del campionato di calcio vaticano, la Febbre a 90° si è diffusa con l'inesorabilità di una piaga d'Egitto, contagiando suore e sacerdoti. Nulla di peccaminoso, per carità. Anzi, sul calcio in salsa vaticana c'è la benedizione del cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano. Fu infatti proprio lui ad avere, tre anni fa, l'intuizione di proporre un campionato di calcio tra sacerdoti da cui, un giorno, potesse nascere la Nazionale della Santa Sede. Il ct Giovanni Trapattoni, per titoli e famigliarità con l'acquasanta, è il candidato in pectore per la panchina Bianco-gialla. In attesa che si realizzi l'auspicio del porporato, ogni sabato e domenica, i supporter delle sedici squadre iscritte alla IV edizione della Clericus Cup, invadono gli spalti del Pontificio Oratorio di San Pietro, in via Santa Maria Mediatrice 24. Un'onda pacifica, in cui prevalgono il bianco e il nero dei clergyman e delle tonache. Ricevuta, due anni fa, l'interdizione all'uso di tamburi e megafoni, i curvaroli conventuali hanno messo il silenziatore e acceso la fantasia. I 373 preti-calciatori della Clericus Cup 2010 rappresentano 65 nazioni: naturale che sulle tribune dell'Oratorio San Pietro pulsi il «Geist» calcistico di tutto il mondo. Per i tifosi americani dei North American Martyrs), ogni partita della Clericus Cup è un Superball. Sugli spalti un'autentica passerella dei supereroi Marvel: Batman, Superman, Spiderman, Capitan America, ma anche maschere patriottiche, come Uncle Sam (lo scorso anno anche fugaci apparizioni di King Kong e Elvis Presley). Attrezzati di barbecue, cucinano hot dog e organizzano libagioni di Coca-cola. Tutta naturale invece la bevanda di fratel Silvano del Collegio Pio Brasiliano: armato di thermos e di una zucca svuotata, beve e offre mate, una bevanda eccitante di origine sudamericana. I fan del Collegio Messicano puntano sulla musica: con chitarre, fisarmoniche e fiati suonano l'inno nazionale «Mexicanos al grito de guerra» e «Cielito lindo». I connazionali del Pio Latinoamericano amano le coreografie con i cartelli: in prima fila le due suore venezuelane, Florencita e Gilda, mandano messaggi di coraggio ai terremotati del Cile. Suor Lucy e suor Rosa Maria invece, supporter del Sant'Anselmo, non vogliono scontentare nessuno e, poco edotte sul regolamento della Clericus Cup che lo vieta, «pregano» per il pareggio. Ma non chiamateli tifosi, sono solo fedeli.

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