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Barnabò, fine del calvario

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AlessandroFusco I leoni inglesi hanno cominciato ad aggirarsi dalle parti del Flaminio, sentono l'odore del sangue. Dopo l'esordio vittorioso sul Galles, l'Inghilterra di Johnson cercherà a Roma la seconda affermazione domenica prossima (ore 15.30, diretta su Sky Sport2, differita su La7 dalle 17.30). Agli Azzurri decidere se recitare il ruolo di preda annunciata o trasformarsi in cacciatori sorprendendo la belva anglosassone. Il XV della Rosa - annunciato mercoledì mentre Mallett lo farà oggi - deve fare i conti con numerosi infortuni in prima linea, dove Johnson schiererà l'esordiente Dan Cole, un gigante 22enne di 191 cm. per 121 kg. Il promettente pilone, compagno di squadra di Castrogiovanni nel Leicester, dovrà vedersela con Perugini. Per il resto, i sudditi di Sua Maestà schierano la formazione migliore con il rientro a centro del neozelandese naturalizzato (ormai tutto il mondo ovale è paese) Ricki Flutey e con la splendida mediana formata da Danny Care e dal Divino Wilkinson. Intanto alla Borghesiana si è lavorato molto su touche, disastrosa a Dublino, e mischia chiusa. Bortolami sostituirà Del Fava, che ha riportato una lesione al menisco, mentre certamente troverà posto in panchina Valerio Bernabò, al rientro con la Nazionale maggiore dopo due anni di calvario. Con 13 cap all'attivo e a 25 anni, l'attuale capitano della Futura Park Rugby Roma ha fatto la sua ultima apparizione alla World Cup 2007 contro la Romania: «Poi ho messo insieme una bella collezione di infortuni - scherza Valerio, romano cresciuto nel vivaio della Lazio - sia a Calvisano che al Brive in Francia. Finalmente quest'anno, rientrato alla Rugby Roma, ho potuto allenarmi con continuità e i risultati si cominciano a vedere». In effetti i bianconeri, partiti puntando alla salvezza, ora hanno l'Europa nel mirino: «Il clima in squadra è ottimo e lo staff Pratichetti-Fortunato-Franconi sta facendo un gran lavoro. Sono romani e attaccati alla maglia e ci trasmettono tutto questo». Cresciuto come seconda linea, Bernabò sta arricchendo il proprio repertorio giocando in terza: «La cosa è cominciata per necessità alla Roma dove spesso ho giocato da n. 8, poi in Nazionale A ho fatto una discreta prestazione da n. 6. Nel rugby moderno i compiti tra flanker e seconda non sono tanto diversi, ma ho tanto da lavorare». Contro l'Inghilterra siederà in panchina ma le probabilità di entrare sono molte: «Per me è importante essere qui e sono pronto a dare tutto, in qualsiasi ruolo. Certo, rientrare in azzurro al Flaminio, nella mia città, sarebbe il massimo».

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