La ricetta di Collina: gli arbitri devono studiare le squadre
PierluigiCollina, al terzo anno da designatore, ha chiesto anche questo ai suoi eredi sul campo nel tradizionale raduno nel centro di Sportilia che si è concluso dopo una settimana di lavoro. «L'arbitro - ha spiegato Collina - deve sapere come giocano le squadre. I problemi dei direttori di gara sono simili a quelli dei giocatori e degli stessi allenatori». Marcello Nicchi, da presidente dell'Aia, ha parlato con soddisfazione dei 37 arbitri e 84 assistenti che hanno sudato e studiato a Sportilia («giovani ma già esperti»). Ha promesso anche aperture al dialogo: «Gli arbitri parleranno ogni volta che ci saranno le condizioni per poterlo fare».
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