Palermo, indagati per partite truccate Foschi e tre giocatori
La Procura antimafia di Palermo ha iscritto nel registro degli indagati l'ex direttore sportivo del Palermo calcio, Rino Foschi, e tre giocatori, Franco Brienza, Salvatore Aronica e Vincenzo Montalbano. A loro carico si ipotizza la frode sportiva, in relazione a un presunto condizionamento dell'esito della partita Ascoli-Palermo, giocata nel campionato 2002-2003 e finita col risultato di 2-1 per la squadra siciliana. L'iscrizione è stata decisa dopo che i magistrati del pool coordinato dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia hanno riletto le dichiarazioni dell'avvocato Marcello Trapani, ex legale dei boss di Tommaso Natale Salvatore e Sandro Lo Piccolo ed ex procuratore sportivo. Trapani, che da alcuni mesi parla con i pm, aveva riferito infatti di un accordo illecito che sarebbe passato attraverso il versamento di 200 mila euro all'attaccante Brienza, al 'centrale' di difesa Montalbano (tutti e due hanno giocato per alcune stagioni nel Palermo) e del terzino Aronica (palermitano, ma che mai ha vestito la maglia della squadra della sua città). I tre sarebbero stati corrotti su iniziativa di Foschi, ma l'Ascoli subodorò qualcosa e l'allenatore dell'epoca, Bepi Pillon, non li schierò nella partita, giocata il 24 maggio 2003 e decisa da un gol al 90esimo minuto, segnato da Arturo Di Napoli. "La loro assenza incise comunque -aveva detto l'avvocato Trapani- perchè indebolì notevolmente l'Ascoli". Altra partita nel mirino, ma sulla quale il collaboratore di giustizia non sa niente di preciso, è Palermo-Verona, finita 2-0 e giocata il 31 maggio successivo. Scopo delle combine sarebbe stato quello di agevolare la promozione del Palermo in serie A: l'impresa svanì all'ultima giornata, con lo scontro diretto che i rosa persero a Lecce per 3-0. Montalbano, oggi in forza al Ribera, ha detto di non avere giocato la gara oggetto di indagine perchè infortunato, Aronica (che gioca nel Napoli) perchè l'Ascoli aveva intenzione di cedere lui e altri, mentre Brienza, su ordine della sua attuale società, la Reggina, non ha voluto parlare. L'ipotesi di frode sportiva è virtualmente prescritta, sia sul piano penale che su quello sportivo, ma i pm Gaetano Paci, Marcello Viola, Francesco Del Bene e Annamaria Picozzi indagheranno comunque e trasmetteranno le carte al procuratore della Federcalcio, Stefano Palazzi. Saranno infatti i giudici a dichiarare l'eventuale prescrizione, che dal punto di vista penale potrebbe non scattare, se venisse riconosciuta l'aggravante di avere agevolato la mafia.
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