Lazio, ora o mai più Rossi: voglio la finale
La sfida contro i Campioni d'Italia si presenta come un'occasione irripetibile, l'unica per raggiungere un posto in Europa. Delio Rossi vive con il fiato sospeso per le precarie condizioni fisiche di Rolando Bianchi: l'attaccante non ha superato del tutto il problema al polpaccio destro e rischia di saltare la partita. Questa mattina test decisivo nell'allenamento di rifinitura che la squadra sosterrà a Linate sul campo dello Sporting: Bianchi proverà a stringere i denti per non mancare alla sfida che vale una stagione, ma ieri non si è allenato e le speranze di vederlo in campo sono poche. É pronto il francese Meghni. Delio Rossi è consapevole che servirà la miglior Lazio: «Per centrare la qualificazione servirà una squadra al top, un avversario che conceda qualche occasione e un arbitraggio senza alcun errore». A proposito di arbitri, scontata la domanda su Rizzoli e Totti. «Ci sono delle regole e vanno rispettate». Si torna a parlare della semifinale di Coppa Italia. «Sarà una partita differente rispetto a quella disputata due settimane fa: l'Inter è una squadra rigenerata, ha ritrovato risultati e, di conseguenza, morale. Il loro turn-over? Non considero Crespo, Suazo e Figo dei rincalzi: hanno la rosa più forte del mondo. Non siamo alla pari dell'Inter ma andiamo a Milano per giocarcela. Non siamo una squadra che può scendere in campo per lo zero a zero: giocando al massimo delle possibilità abbiamo sempre fatto grandi partite con le grandi». Il tecnico sogna di trascinare la Lazio in Europa per il terzo anno consecutivo, ma la strada è ancora lunga. «Mi piacerebbe trovare la Roma in finale, ma dobbiamo pensare a una partita per volta. É stata una stagione in cui ci è capitato di tutto: siamo stati bravi a evitare lo scivolone, ora abbiamo la possibilità di rimetterci in carreggiata». Un'eventuale vittoria finale rappresenterebbe il primo trofeo della carriera per il tecnico di Rimini che preferisce glissare: «Penso sempre alla crescita collettiva, non sono un allenatore che vive per i trofei: il campionato vinto con una squadra di giovani a Lecce personalmente vale di più della una Coppa Italia. Non trovo corretto che i progetti e le strategie della società siano legate al risultato. É la strategia che fa il risultato, non può essere un risultato a determinare una strategia». Il messaggio alla società è chiaro e forte: chi deve capire, capisca. «Non ho ancora parlato con il presidente - continua Rossi - è la società che indica il progetto. Una volta indicato il progetto, il club deve trovare gli uomini. E io non posso avere la certezza di far parte del progetto anche se, come ripeto, ho un altro anno di contratto che intendo rispettare».
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