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dall'inviato Tiziano Carmellini MILANO Dolore, ...

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C'è rammarico per non esser riusciti a vincere una partita dominata contro la prima della classe. Lo sfogo di Totti all'imbarco da Malpensa poco prima di tornare a casa è quindi cosa naturale: umano. «Per quanto fatto a San Siro, la mia Roma merita un 8. A Milano abbiamo dato una dimostrazione di calcio all'Inter». Peccato, perchè Totti aveva segnato un altro gol spettacolare: altro che «roba» normale. «Non l'ho rivisto, ma è stato bello, ho colpito di drop. Ne ho segnate tante e anche spettacolari, ma questa a livello di abilità e per prontezza di riflessi era difficile». Facile invece prevedere lo sfogo del romanista rivolto alla Nord dopo il gol. «Ho fatto il gesto delle orecchie - spiega - perchè mi avevano insultato fino a quel momento. I tifosi sono scesi al livello del campo, praticamente, e mi hanno tirato di tutto. A San Siro così ne ho segnati undici. L'obiettivo? Sbloccarmi all'Olimpico di Torino contro la Juve». Totti prova a tener lontano il discorso arbitrale ma l'argomento affiora inevitabilmente quando si parla di «aiutoni» e di campionato «mai iniziato». «Rosetti fino a 20 minuti dalla fine - spiega sereno Totti - aveva diretto bene; peccato per l'ammonizione l'espulsione a Mexes: non c'erano, e lì ha rovinato tutto. Philippe non aveva toccato Crespo, è incredibile quello che è successo. Peccato perchè Philippe aveva fatto una grande partita ed è stato espulso in una gara in cui non ha commesso nemmeno un fallo. Burdisso? Meritava il rosso: aveva fatto due o tre falli, il più clamoroso su Taddei». E sul tema entra «duro» anche lo stesso Mexes. «Mai preso un'ammonizione come la prima: incredibile. nella seconda poi, non ho neppure toccato Crespo, anzi mi sono fermato proprio per evitarlo». Il bilancio comunque, secondo Totti resta positivo. «A San Siro abbiamo dimostrato di essere al loro livello, giocando meglio dell'Inter. Alla vigilia avevo ragione a parlare di "aiutone", e fa bene Pizarro quando dice che siamo alla stessa altezza dell'Inter. Ora è dura ma non è finita, questo non era l'ultimo treno utile. Vediamo cosa farà l'Inter contro Napoli e Reggina. Marzo, per noi, è un mese decisivo». E la testa è già al Real. «Speriamo che l'Inter sia uno stimolo per andare al Bernabeu con la testa giusta. Come sto? Meglio, molto meglio. La schiena è a posto, adesso il problema è rimasto quello al piede che ho da mesi».

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