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L'indagine vedrebbe coinvolti anche Iaquinta, Di Michele, Kalac e Jankulovski

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Parte del materiale investigativo - la conclusione dell'inchiesta è stata anticipata oggi da alcuni quotidiani - è già stata inviata all'Ufficio indagini della Federcalcio poichè per i 21 indagati si prospetta anche la violazione dell'articolo 5 del Codice di giustizia sportiva, che vieta ai tesserati di scommettere sulle partite di serie A e B, e che prevede sanzioni fino a 12 mesi di squalifica. Del caso si interesserà quindi il Capo dell' Ufficio indagini Francesco Saverio Borrelli. Il meccanismo scoperto a Udine aveva quale «perno» l'edicolante di piazza Matteotti, in centro città, Armando Zamparo, il quale, non autorizzato, riceveva il denaro dei giocatori per scommettere, spesso utilizzando nomi di copertura, su partite dei campionati italiani. L'uomo nega ogni addebito. «L'edicola è in centro quindi bene o male ci passano tutti. Giocatori e non. Questo è il filo conduttore. Conosco i 21 giocatori i cui nomi sono pubblicati ma conosco almeno più di altri 200 che hanno giocato a calcio, che sono passati all'edicola con cui ho bevuto un caffè. Praticamente li conosco tutti». Si fa riferimento a 100.000 euro. «Non so...A Udine non mi risulta ci siano tracce di calcio scommesse. Io referente per Eurobet? Con Eurobet gioco per conto mio da venti anni senza aver bisogno dei calciatori...». È emerso - secondo alcune indiscrezioni - che Di Michele in particolare avrebbe scommesso su Udinese-Inter del 19 febbraio 2005, gara finita 1 a 1 con il pareggio friulano di Goitom al 90'. Tra i giocatori indagati anche l'argentino Sosa, oggi al Napoli, che avrebbe scommesso circa 120 mila euro.

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