Nel '90 il campionato italiano era il più seguito del Vecchio Continente
Eppure i dati sono sconfortanti: negli anni '90 il campionato italiano aveva la più alta media spettatori d'Europa (35.000 a partita), oggi è all'ultimo posto tra i cinque tornei maggiori con una media di meno di 22.000, lontanissimo dalle 39.000 unità della Bundesliga. Dal campionato 1984-85 in cui si ebbe il picco massimo di 40.000 presenze medie a gara ad oggi si sono persi circa 18.000 tifosi, mentre in Inghilterra l'affluenza è cresciuta di 14.000. Nel campionato in corso, poi, c'è già un calo di quasi 3.000 spettatori a gara. Certo, mancano squadre dal grande seguito come la Juventus, il Napoli e lo stesso Genoa. Ma va anche sottolineata la colpa dei molti anticipi al sabato sera o pomeriggio che rendono incerto l'orario delle partite incidendo sugli abbonamenti e dei quali spesso importa solo ai tifosi delle squadre implicate. Oppure dell'inflazione dell'offerta di calcio in Tv, via Internet e sui telefonini e dei prezzi troppo alti dei biglietti. Senza parlare della comodità di vedere la partita a casa risparmiandosi traffico, violenze verbali e qualche volta fisiche e anche molti soldi. E pazienza se lo stadio che gli fa da contorno si svuota sempre di più. Tanto se togli l'audio nemmeno te ne accorgi. Fra. Bov.
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