Berlusconi su Totti al Milan
prima annuisce poi precisa: «Mai pensato di prenderlo»
«È un sì?» interrogano ancora i giornalisti. E il premier si schermisce, mani alzate, mentre sale in ascensore: «Non ho detto nulla», replica. All'ulteriore domanda posta al condizionale: «Ma lo prenderebbe»? Il presidente del Consiglio sorride e annuisce ma la risposta definitiva è protetta dalle porte dell'ascensore che si chiudono. Per due ore nella Roma giallorossa è il panico. Ma all'uscita dal Senato Berlusconi, come da copione, rilascia la canonica smentita ufficiale: «Il mio era solo un apprezzamento. Non abbiamo mai pensato di prenderlo. Confermo quanto ho sempre detto. Le bandiere non si comprano e non si vendono. Quando comprammo Nesta era già chiaro che la Lazio aveva intenzione di venderlo alla Juve e si decise di intervenire». E da Trigoria? «Francesco resta a Roma». L'amministratore delegato della società giallorossa Rosella Sensi ha fugato subito ogni dubbio sul futuro di Totti. Una replica garbata ma diretta quella data da Rosella Sensi al premier. Anche lei con un sorriso rispedisce al mittente le avances con un semplice: «No grazie, Francesco resta a Roma». Intanto oggi la Roma potrebbe presentare la memoria difensiva per chiedere lo sconto sulla squalifica di cinque giornate inflitta a Totti per il colpo a Colonnese in Roma-Siena. La Roma prima di fare i suoi passi, vuole aspettare le decisioni che la Disciplinare prenderà oggi in merito alla vicenda, molto simile, di Ibrahimovic.
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