Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

di MARCO GRASSI EVIDENTEMENTE Davide Rebellin aveva solo bisogno di sbloccarsi, un po' ...

default_image

  • a
  • a
  • a

Allo stesso modo il 33enne veneto, dopo aver conquistato domenica l'Amstel Gold Race, ha bissato immediatamente alla Freccia Vallone, mettendo a segno una doppietta che, lo possiamo già dire, ne caratterizza la carriera al pari dei sei giorni passati in maglia rosa al Giro d'Italia del 1996. La Freccia Vallone, pur non essendo compresa (per scelte un po' cervellotiche) nel calendario della Coppa del Mondo, resta una delle corse più belle della stagione: l'arrivo in cima al Muro di Huy, durissimo, regala alla classica belga contenuti tecnici spettacolari. Ieri, prima della salita finale, i colpi migliori li aveva fatti vedere Erik Dekker, primo dei favoriti a muoversi, con uno scatto a 26 km dal traguardo. Ma l'olandese, guadagnati non più di 20" sul gruppo, dopo aver scollinato in testa alla Côte de Ahin, penultima asperità di giornata, ha subìto il ritorno del gruppo, nel momento in cui la situazione si faceva incandescente: ai 12 km scattavano Di Luca, Klöden, Scarponi e Vinokourov; 3 km più avanti, dopo vari tira e molla, restavano in testa Vinokourov, Kirchen e Samuel Sanchez, raggiunti poi da Celestino ai 5 km. Ma ai 3 km il gruppo tornava compatto. Le trenate della Saeco annunciavano lo scatto di Di Luca, che puntuale allungava all'inizio del Muro. Rebellin era però lesto ad accodarsi, e dopo aver tenuto bene la ruota dell'abruzzese lo superava agli ultimi 200 metri.

Dai blog