Rossi mette le mani sul Mondiale
Capirossi intanto sogna la vittoria in un Gp: «Spero arrivi presto»
Rimasugli di emozioni e brividi vissuti a bordo pista mentre Valentino Rossi, Loris Capirossi e Max Biaggi si contendevano il podio tutto tricolore del Gran Premio d'Italia. A suon di sorpassi, di giri record e di sportellate. Ancora una volta, il re folletto del Motomondiale s'è guadagnato il gradino più alto. Battendo un grintosissimo Capirossi e un Biaggi che ha ritrovato una goccia di smalto. Le tifoserie sono spesso divise, come lo sono state al Mugello, spalmate a gruppi sui verdi spalti delle colline toscane ma dovranno pur ammettere, al di là di ogni ottica di partito, che i tre azzurri della MotoGP sono una spanna al di sopra della concorrenza. Soprattutto Rossi. Valentino ha nel sangue l'arte magica del pennellare curve e acuti di talento che non aveva suo padre. Di Graziano, onesto lavoratore del manubrio al suo cospetto, ha preso e migliorato i geni del motociclista, trasformato una goliardia di provincia in scenette in grado di creare il mito di un personaggio amato nel mondo. Il resto l'ha succhiato col latte di mamma Stefania, donna brillante e vivace. Da questo cocktail è nato il Valentino che il paddock del Motomondiale osanna sui circuiti, quell'Harry Potter delle piste che trasforma una moto in un mezzo vincente. Quella del Mugello è la terza vittoria stagionale per Rossi. Le altre due le ha lasciate a Sete Gibernau e al ricordo dell'amico scomparso Daijiro Kato. Ma senza trascurare due ottimi secondi posti. Così, dopo appena cinque prove, il re folletto ha un bel vantaggio in classifica iridata. Guida il gruppo con 115 punti, Biaggi lo segue a distanza con 83 e Gibernau è appena un gradino più sotto, a quota 72. Rossi progetta caschi, come l'ultimo indossato, omaggio alla Nazionale di Bearzot dell'82, e ipoteca mondiali con la stessa facilità. Anche se non si sbilancia mai in pronostici e pensa solo al presente, come quando parla inglese. Dicendo che il mondiale è ancora lungo, che non bisogna perdere d'occhio un avversario come Biaggi, che tutti gli altri, a partire da Gibernau, non li vede pericolosi nell'ottica dell'iride. Intanto vince e convince. Più di uno Schumacher e della sua rossa Ferrari. La vera novità del Mugello è stato il lampo della Ducati. La moto più veloce in rettilineo tra i record dei GP. «Sono molto soddisfatto - ribadisce Loris Capirossi - perchè quella di domenica è stata una gara veramente incredibile, entusiasmante, divertente e bella da vedere». L'imolese, secondo al solo Rossi per meno di un secondo e mezzo, sogna in grande. «Sogno una vittoria - dice - e spero che possa arrivare presto. Magari già in questa stagione. Sono contento della mia moto ma la Ducati è ancora in una fase importante di sviluppo». Un successo che arriverà. «Perchè la Ducati va fortissimo - ha detto anche Valentino - anche se non è ancora agile. La trovo anche un pò rumorosa. Stargli dietro sembra di stare in discoteca! Poi lascia una scia così calda che sembra una sauna». Ma non per questo il sempre simpatico Rossi l'ha superata al Mugello. Loris e la Ducati sono già molto di più, come s'è visto dagli spalti di Scarperia, che l'embrione di un rivale. Valentino lo diceva già a inizio stagione. E col suo contratto con la Honda in scadenza a fine anno, chissà se tanto interesse non sia anche in virtù di un futuro possibile binomio tutto italiano.
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