AREZZO — È MEZZO pieno o mezzo vuoto il bicchiere di Marco Pantani? È stata una crisi irrimediabile quella ...
Sabato forse ho sentito la tensione, ci sono dei problemi in squadra. Per ora è meglio che restino privati, ma forse li spiegherò nei prossimi giorni. E comunque non è per questo che ho perso». Inutile insistere, Pantani non entra nei dettagli: «C'è qualcosa che mi ha innervosito, una mancanza di professionalità, un qualcosa che ha fatto sì che partissi con tensione e nervosismo. Io sono sensibile: quando qualcosa non va, finisco per correre in difesa». Tante le ipotesi, che vanno da un banale problema tecnico, a una non negatività di qualche compagno di squadra (smentita dai dirigenti della Mercatone Uno) fino a una presunta difficoltà di rapporti con il management per questioni economiche legate allo sfruttamento degli spazi pubblicitari sul casco. Quello che Pantani esclude è di avercela con i compagni. «Non è stato un problema, sono abituato a restare solo in salita». È comunque sereno mentre parla. E tutt'altro che arreso. «Sabato - sottolinea - ho avuto la forza di soffrire e resistere. Questa è una buona cosa. Non sono ancora il miglior Pantani, ma ho tanta rabbia e tante cose da dire. Se non fosse così non sarei qui a soffrire. Per me il Giro non è ancora finito. Per quelli che credono di avere in mano la corsa, sarà più dura di quanto voi giornalisti crediate».
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