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ALDAIR E IL FUTURO

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Un operazione dolorosa, ma soprattutto difficile. Dopo una storia di quelle che fanno bene al calcio. Che dura da tredici anni. «Si, questo è davvero l'ultimo anno che gioco con la Roma. Anche la mia famiglia è d'accordo sulla mia decisione. Credo - spiega ai microfoni di Radioincontro - che potrei smettere di giocare a calcio. Semmai c'è la possibilità che io ritorni a giocare in Brasile per il mio finale di carriera. Ho mantenuto dei contatti con il Flamengo e con altre due squadre brasiliane. Ma sto pensando soprattutto al Flamengo. E' lì che ho iniziato e ora che attraversano un periodo di difficoltà potrei decidere di tornare per dargli una mano». A sentirlo non si potrà più vedere Aldair a Trigoria, neppure dietro una scrivania. «In questo momento non credo ci sia la possibilità di rivestire un incarico dirigenziale nella Roma. Non ha avuto contatti con la società in merito e credo che comunque sia troppo presto per parlarne». Domenica contro il Piacenza il vecchio Pluto è stato probabilmente il primo giocatore della storia a ricevere un'ovazione dopo aver sbagliato un rigore.«Per me è stata una grande prova d'affetto. Quando ci hanno concesso il rigore il capitano mi ha guardato ed io sono andato a batterlo. Di Francesco, che mi conosce bene, avrà detto al portiere da che parte buttarsi». Nella sua testa di combattente nato è già fissato il prossimo traguardo: battere l'Inter. «Speriamo di vincere in casa dei nerazzurri, magari con un mio gol. Quello è un campo difficile per noi. Sarebbe una grande soddisfazione». Pao. Cia.

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