4 di Sera, il caso di Roggero divide lo studio: legittima difesa?
“È arrivato il momento di passarvi il testimone per portare avanti una legge contro le ingiustizie e contro una criminalità sempre più dilagante. Sarete voi la mia voce”. Sono queste le parole con cui ha scelto di congedarsi dalla società civile Mario Roggero, il gioielliere che mercoledì 15 luglio ha ricevuto la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi dalla corte di Cassazione per aver sparato e ucciso nel 2021 due rapinatori e per aver tentato di uccidere anche il terzo, che invece si è salvato. L’amarezza traspare nelle parole del 72enne di Grinzane Cavour, comune di 2.000 abitanti in provincia di Cuneo, in un video girato poco prima di costituirsi alle forze dell’ordine: “I giudici hanno voluto darmi l’ergastolo, sto passando gli ultimi minuti con i miei familiari. Ringrazio chi mi ha supportato materialmente e mentalmente”. Intanto sul caso Roggero si è acceso il dibattito politico, con le forze di destra – Salvini e Vannacci su tutti – che hanno criticato l’operato dei giudici di Roma.
Anche nello studio di 4 di Sera si sono confrontate opinioni dissonanti, in particolare quelle dei giornalisti ospiti della trasmissione di Rete 4: per Annalisa Chirico, direttrice responsabile di Fortune Italia, “i giudici hanno ancora troppo margine di discrezionalità e qui siamo di fronte a un caso che confligge con il buon senso”. Insomma, per l’ospite del conduttore Francesco Vecchi si è trattato di un rovesciamento dei ruoli “per cui la vittima è diventata il carnefice”. La Chirico però riconosce che i giudici si sono limitati ad attuare le norme vigenti: è il solito tema della legittima difesa. Dov’è si manifesta l’eccesso? Secondo i magistrati, dato che i ladri stavano scappando con il bottino non c’era più la condizione di pericolo attuale. Inoltre, la reazione deve essere proporzionata alla minaccia. Quella della Chirico è una posizione che lei stessa definisce “intransigente”, di stampo “americano”: nel momento in cui un individuo entra con fini criminali all’interno della proprietà privata altrui lo fa a suo rischio e pericolo.
Di diverso avviso è Antonio Caprarica, volto storico della Rai, per cui non si può sdoganare questo eccesso di legittima difesa: “Bisogna rispettare le istituzioni che amministrano la giustizia: se tre corti hanno confermato la condanna, con tutta la comprensione che ho per questa famiglia, bisogna anche dire che non possiamo trasformare le nostre strade in un Far West”. Il suo giudizio è tranchant: “Non c’è nessuna esasperazione al mondo che possa giustificare un delitto”. Caprarica spiega la decisione dei giudici di confermare la pena della Corte d’Appello, comunque ridotta rispetto ai 17 anni di reclusione della Corte d’Assise, dando un’ultima chiave di lettura: “Roggero non ha mai mostrato alcuna forma di pentimento o di consapevolezza dell’errore”.
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