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Niccolò Fabi alla Cavea dell'Auditorium: "A Roma un concerto speciale"

Fabrizio Finamore
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Dopo il successo della partenza del tour estivo, Niccolò Fabi arriva a Roma per uno degli appuntamenti più attesi della stagione. Lunedì 15 giugno il cantautore romano salirà sul palco della Cavea dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone nell'ambito del Roma Summer Fest, portando nella sua città uno spettacolo che, negli ultimi mesi, ha confermato la forza e la profondità del suo percorso artistico. In oltre 2 ore di live, Fabi attraversa più di vent'anni di canzoni e scrittura, alternando brani simbolo del suo repertorio come "Costruire", "Oriente" e "Una buona idea" ai pezzi più recenti tratti dall'album "Libertà negli occhi". Un racconto musicale che continua a parlare al presente con delicatezza e precisione, coinvolgendo pubblici di generazioni diverse. In vista del ritorno nella sua Roma, Niccolò Fabi racconta le emozioni di questa data speciale, il significato del viaggio che ogni tour rappresenta e il rapporto con una città che continua a essere parte integrante del suo sguardo sul mondo.
Niccolò Fabi, torna a Roma, stavolta nel pieno del tour estivo. Che concerto proporrà al pubblico della Cavea?
"A differenza del tour teatrale che, essendo al chiuso, in qualche modo crea un’atmosfera più raccolta. Questa volta siamo all’aperto; e anche la scaletta rifletterà questo cambio di respiro: ci saranno meno canzoni dell'ultimo album e avranno più spazio canzoni che non suonavo da tempo, come tre pezzi storici tratti da Solo un uomo del 2009".
Che significato assume oggi salire sul palco del Parco della Musica e tornare in tour nella sua città?
"È chiaro che se la data romana arriva alla fine, porta con sé il sapore del bilancio dell’intera esperienza del tour, per di più nella tua città. In questo caso, arrivo a Roma dopo solo 4 date, per cui questa è una tra le prime tappe di passaggio in cui il carico emotivo è ancora più grande. E sarà, come sempre, sicuramente speciale".
Dopo tanti anni di concerti, c'è qualcosa che sente di aver imparato e che il Niccolò trentenne non avrebbe potuto capire?
"La differenza tra il me di adesso e il trentenne che ero quasi trent’anni fa è semplicemente legata al fatto che adesso mi sento abbastanza orgoglioso, direi anche soddisfatto, di quello che presento al pubblico; mentre trent’anni fa ero molto più insicuro più dubbioso del livello qualitativo di quello che facevo, che era inferiore alle mie aspettative, alle mie speranze. Quindi adesso ho una serenità maggiore che deriva dal tempo passato e dal fatto che credo di aver avvicinato di più la mia musica al mio gusto".
Se dovesse scegliere una frase capace di raccontare il suo rapporto con Roma, quale sarebbe?
"Più che una canzone che rappresenta il mio rapporto con Roma, posso citarti una frase che riassume al meglio quello che sento oggi. Si tratta di un verso del brano “Solo un uomo”: è solo un uomo quello di cui parlo, del suo interno come del suo intorno".

Il concerto di oggi alla Cavea si preannuncia così non solo come una tappa del tour estivo, ma come un momento di condivisione autentica tra l'artista e il pubblico della sua città. Un ritorno a casa che, tra canzoni del presente e pagine importanti del suo repertorio, rinnova il valore di un percorso artistico costruito nel tempo con coerenza e sensibilità.

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