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Sanremo 2026, ecco l'ultimo Festival di Conti: la dedica a Pippo Baudo e il chiarimento su Meloni

Foto: Lapresse

Angela Bruni
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Un Festival 'Baudiano' nel segno di chi Sanremo lo ha costruito nella sua attuale formula, come evento di costume, con la musica protagonista e quel collaterale fatto anche di chiacchiere e polemiche. A chiusura del suo biennio da direttore artistico, Carlo Conti ricorda Pippo Baudo e si commuove quando ne parla, ribadendo che questa edizione, la 76esima, sarà interamente dedicata a lui. "Il mio è un Festival baudiano. Tocca a me fare il primo Festival senza Pippo Baudo", osserva in conferenza stampa, aggiungendo poi con la voce rotta dall'emozione: "Era doveroso dedicarlo a lui. Pippo ha dato tanto, tutti sanno quanto ha dato al Festival". Accanto a lui Laura Pausini, che proprio con Baudo trionfò nel 1993 sul palco dell'Ariston tra le Novità con 'La solitudine'. "Sono particolarmente felice - spiega Conti - di condividere con Laura il mio ultimo Festival di questo biennio. Su di lei ho cominciato a lavorare dallo scorso marzo, con un primo pranzetto che abbiamo fatto insieme". Anche con altri ospiti e co-conduttori Conti ha raccontato di essersi mosso in anticipo. "Mi sono divertito un po' a svelarli, in alcuni casi anche coinvolgendoli come successo con Giorgia Cardinaletti durante il Tg1". Questo, prosegue, "deve essere il Festival della musica, con tante sonorità diverse. Sono poi felice che ci siano pilastri della musica italiana come Laura, Tiziano Ferro, Eros Ramazzotti e Andrea Bocelli".

 

 

Per Conti, nella kermesse, sono importanti "spontaneità e leggerezza". E allora spazio all'ironia, come quando risponde a una domanda sulla concorrenza della Champions league nelle prime due serate di Sanremo 2026: "Ero disperato ma per fortuna la Fiorentina gioca alle 18.45", replica, riferendosi al match di Conference league con i polacchi della Jagiellonia Biaystok, in programma giovedì sera. E poi la gag con Fiorello durante un collegamento telefonico con il direttore di Radio2, Giovanni Alibrandi. "Carlo, lunedì se non hai impegni, da adesso lo sai, sei il co-conduttore della Pennicanza da via Asiago. Chi la fa l'aspetti, perché hai chiamato dieci persone, chiami la gente senza dire niente", dice lo showman. "State parlando di me? Noi stiamo qua, avevamo nostalgia della sala stampa. Ciao a tutti, mi mancate. Vi auguro veramente tante polemiche", afferma ancora Fiorello, destando subito la reazione di Conti: "Non scherziamo". A fine conferenza, poi, il direttore artistico si improvvisa cantante al karaoke, cimentandosi con 'Volevo essere un duro' di Lucio Corsi. "A chi la dedichiamo? Al presidente Mattarella e a tutti gli italiani. E al presidente del consiglio? Al presidente Mattarella e a tutti gli italiani, soprattutto a quelli che ci hanno regalato questa meravigliosa Repubblica", afferma.

 

 

A proposito di Meloni, Conti commenta le indiscrezioni su un possibile invito della premier: "Non credo che debba venire al Festival, poi è una cittadina libera, se compra il biglietto è libera di venire, non decido io chi deve o non deve venire all'Ariston. Quando c'era Renzi ero per tutti renziano, ora solo meloniano? Per fortuna sono un uomo libero, ci tengo a essere indipendente il più possibile e orgogliosamente faccio il giullare". E' la stessa premier, poi, a smentire. "Leggo da giorni di una mia presunta partecipazione alla prima serata di Sanremo - scrive sui social - Una notizia totalmente inventata, smentita immediatamente da Palazzo Chigi e successivamente dallo stesso Carlo Conti. Eppure la storia continua: dopo la smentita, oggi il conduttore è stato nuovamente incalzato in conferenza stampa su questa mia fantomatica presenza. A questo punto forse conviene ricordare a chi inventa notizie di sana pianta che il FantaSanremo è un gioco divertente per gli appassionati del Festival. Le notizie, invece, dovrebbero restare nel mondo reale. Nel frattempo io continuo a fare il mio lavoro. E sono sicura che Sanremo saprà brillare senza ospiti immaginari. Perché è la più grande festa della musica italiana, e non serve infilarci a forza la polemica politica". E che il Festival abbia inizio.

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