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I nuovi dati dell'esperimento Dama

La materia è meno oscura grazie ai fisici italiani

Confermate le rilevazioni sotto il Gran Sasso

Dama

gran sasso

Gli scienziati che si occupano dell’esperimento DAMA, uno dei più importanti all'interno dei Laboratori Nazionali sotterranei del Gran Sasso dell’Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare) potrebbero aver rilevato la presenza di materia oscura, che si pensa costituisca l’85 per cento della materia dell’Universo, 20 anni dopo aver visto le prime tracce di questo segnale. La notizia, pubblicata sul sito di Nature, è stata annunciata dopo sei anni di raccolta dati e dopo aver aggiornato l’esperimento nel 2010. Esistono molte teorie per spiegare la natura di questa materia oscura, e molti esperimenti hanno tentato di individuarla attraverso le interazioni con la materia ordinaria. I fisici, italiani e cinesi, che cercano la materia oscura, sperano di misurare la piccola quantità di energia emessa quando le particelle in un "alone" di materia oscura avvolgono la Via Lattea interagendo con gli atomi di materia terrestre. DAMA registra brevi lampi di luce che si verificano nei cristalli di ioduro di sodio quando particelle subatomiche colpiscono il nucleo di un atomo di sodio o di iodio. Alcuni lampi si verificano a seguito di collisioni da parte di neutroni vaganti e altre sono dovuti alla radioattività di fondo. Ma un segnale dalla materia oscura nella Via Lattea si distinguerebbe, perché apparirebbe come una caratteristica modulazione annuale. Mentre il Sole si muove attorno alla Galassia, infatti, l’alone dovrebbe colpire il Sistema Solare come un vento frontale, che dalla Terra potrebbe variare leggermente in velocità mentre la Terra gira intorno il Sole. Più la Terra si muove velocemente, più rilevazioni di materia oscura ci sarebbero, e quindi il numero di lampi rilevati varierà nel corso dell’anno. I segnali dovrebbero raggiungere il picco all’inizio di giugno ed essere al minimo agli inizi di dicembre.

LO SCETTICISMO DELLA COMUNITA' SCIENTIFICA

Quando DAMA ha annunciato per la prima volta di aver visto questa fluttuazione, poco dopo l’avvio dell’esperimento, nel 1997, la comunità dei fisici era scettica. I critici dubitavano che questo effetto fosse un vero e proprio segnale della materia oscura. C’era infatti la possibilità che esso svanisse dopo la sostituzione di parti del rivelatore. Ma non è successo. "La modulazione è ancora lì, forte e chiara", ha detto Katherine Freese, fisico dell’Università del Michigan di Ann Arbor, che faceva parte del team che per primo propose di cercare le fluttuazioni nel 1986. Una serie di esperimenti sempre più sofisticati che dovrebbero rilevare la materia oscura - sebbene con tecniche diverse - non ha trovato niente. Ma il team di DAMA ha continuato a vedere una fluttuazione. Il gruppo ha annunciato di aver visto il segnale nel 2013, da una precedente versione dell’esperimento, denominata DAMA/LIBRA fase 1. Da allora diversi esperimenti, compreso l’aggiornamento DAMA/LIBRA fase 2, stanno provando a confermare o confutare i risultati del 2013 utilizzando lo stesso tipo di cristalli di ioduro di sodio. Ma gli ultimi risultati di DAMA sarebbero una svolta. L’aggiornamento lo ha reso sensibile alle collisioni a energia più bassa, cioè ai segnali delle particelle che si muovono più lentamente. Non resta che aspettare.

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