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Fontana di Trevi, boom di turisti truffati dai "croupier" con le tre carte

Valentina Bertoli
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È la truffa più vecchia del mondo ma continua a mietere vittime tra i turisti che affollano l’area attorno alla Fontana di Trevi. Si tratta del "gioco delle tre campanelle", cioè di quel raggiro che consiste nello spostare rapidamente tre bicchierini per nascondere una pallina e invitare i passanti a scommettere denaro su dove si trovi. La sfera, in realtà, viene mossa con tecniche tali da rendere impossibile qualsiasi successo. Ma questo è solo uno dei punti di un copione ormai collaudato e che prevede ruoli ben definiti. In via in Arcione o in via delle Muratte tutto inizia quando il "croupier" allestisce un banchetto e ci poggia sopra tre contenitori. A quel punto, quando gli sguardi dei primi curiosi si posano sul piano di fortuna, attorno al regista del gioco inizia a muoversi un gruppo di complici. Sono incaricati di tirare fuori banconote da 50 o 100 euro per ingolosire gli sprovveduti di turno e simulare vincite facili. In realtà, come le forze dell’ordine hanno più volte constatato, tutto è concordato in anticipo per alimentare nei presenti l’illusione di poter battere il banco. È in quel momento, forse attratti dalla stessa speranza che nutre Pinocchio quando sotterra le sue monete nel Campo dei Miracoli, che i turisti si fanno avanti e restano impigliati nella rete dei malviventi.

 

 

A sorvegliare le vie teatro della truffa sono altri sodali: da vere "vedette" hanno il compito di presidiare la zona e, in caso di avvistamento di divise, di avvisare gli altri appartenenti al gruppo per dare loro il tempo di smontare tutto e guadagnarsi la fuga. Un modus operandi che certo non sfugge agli occhi dei più attenti, ma che ancora trae in inganno frotte di turisti ingenui. Per rendersene conto basta raggiungere via dei Serviti, ai piedi della sede de Il Messaggero, e percorrere via in Arcione, via del Lavatore e via delle Muratte. Capannelli di persone invadono le strade e bloccano il cammino di chi, invece, vorrebbe solo passeggiare e ammirare la bellezza del rione Trevi. A calamitare l’attenzione dei più creduloni sono proprio quelle batterie di truffatori, quasi sempre stranieri, che sfruttano i momenti di caos per "ripulire" le "prede" attraverso quello che un tempo era noto come "gioco delle tre carte"

Un fenomeno che la polizia locale e i carabinieri provano a contrastare con attività di monitoraggio e blitz mirati, ma che ancora balza agli onori di cronaca con ricorrenza. L’ultimo episodio tre giorni fa, quando i militari del Comando Piazza Venezia hanno denunciato tre cittadini romeni - di 26, 41 e 42 anni, tutti con precedenti e senza fissa dimora - per truffa in concorso ed esercizio di gioco d’azzardo. Nei confronti dei tre soggetti sono scattati anche l’ordine di allontanamento per 48 ore (Daspo Urbano) e una sanzione di 300 euro. Misure che i commercianti e i ristoratori della zona non reputano sufficienti. «Multarli e obbligarli a non sostare qui per un paio di giorni serve a poco. Chiediamo provvedimenti più severi e, forse, una campagna del Comune per far desistere i turisti dal cadere in trappola», suggerisce Miriam, una cameriera della zona. Chissà se la sua proposta verrà presa in considerazione.
 

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