Precipitata nel vuoto, svolta nelle indagini: fermato il convivente tunisino
Svolta nel giallo della ragazza romana di 30 anni trovata morta il 13 luglio scorso in via dell'Archeologia a Roma nel quartiere di Tor Bella Monaca, dopo che era precipitata dalla terrazza condominiale. C'è un fermo: si tratta di un tunisino di 41 anni, fermato dalla polizia come indiziato di delitto, che conviveva con la donna. A condurre le indagini, coordinate dalla procura sono stati gli investigatori della polizia. Decisive le immagini della videosorveglianza presente all'interno dell'edificio. Dai filmati infatti si vedono i due salire sulla terrazza e poco dopo scendere soltanto il 41enne con in mano la borsetta di lei. I vicini hanno riferito inoltre di aver sentito grida dalla terrazza. L'uomo, già sottoposto all'obbligo di firma, si trova ora in carcere a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Le indagini degli investigatori del VI Distretto di Polizia del Casilino, coordinate dal pubblico ministero Saverio Francesco Saverio Musolino, hanno coinvolto una serie di testimoni che sono stati ascoltati e che hanno riferito di una violenta lite tra la vittima e il suo assassino sulle scale del palazzo dove i due vivevano. Fondamentali per ricostruire le fasi precedenti del violento omicidio, dove il 40 enne avrebbe scaraventato di sotto la ragazza, sono state le immagini di alcune telecamere di videosorveglianza. L'indagato aveva reso versioni contrastanti sugli orari dei suoi spostamenti e alcune incongruenze avevano insospettito chi indaga. Nello stabile, diverse persone 'ostaggio' dei pusher nordafricani che occupano parte degli appartamenti hanno collaborato, raccontando di frequenti litigi tra i due, rompendo il muro di omertà che avvolgeva la tragedia. Il giudice per le indagini preliminari emetterà, dopo la convalida, l'ordinanza di custodia cautelare in carcere.
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