Roma, Mohammed non ce l'ha fatta: ferito dopo aver difeso un amico, muore dopo otto giorni
Choc al Collatino. Colpito ripetutamente alla testa con un cacciavite, preso a calci quando era ormai inerme e infine rapinato del portafoglio. È morto dopo otto giorni di ricovero al Policlinico Umberto I Mohammed Amdi, il giovane rimasto gravemente ferito nel tentativo di proteggere un amico durante una violenta rapina avvenuta il 18 luglio sulla banchina della stazione Palmiro Togliatti. Con il decesso della vittima, la Procura di Roma ha modificato il capo d'imputazione nei confronti del presunto responsabile, un cittadino gambiano di 28 anni già arrestato, contestandogli ora l'omicidio aggravato.
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La tragedia si è consumata nello scalo ferroviario del quartiere Collatino. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Polizia Ferroviaria e della Squadra Mobile, tutto sarebbe iniziato quando l'indagato avrebbe avvicinato un giovane straniero, pretendendo denaro, una sigaretta e il telefono cellulare. Al rifiuto della vittima designata, la situazione sarebbe precipitata in pochi istanti: prima un pugno, poi l'estrazione di un cacciavite utilizzato come arma. In quel frangente Mohammed Amdi avrebbe deciso di intervenire per sottrarre l'amico all'aggressione. Un gesto che gli è costato la vita. L'assalitore avrebbe infatti rivolto la propria furia contro il giovane, colpendolo più volte alla testa con il cacciavite. Quando la vittima è crollata sulla banchina, sarebbe stata anche presa a calci, pur non essendo più in grado di opporre alcuna resistenza. L'aggressore, secondo l'accusa, prima di allontanarsi avrebbe frugato nelle tasche della vittima impossessandosi del suo portafoglio.
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Fondamentale per ricostruire la dinamica è stata la testimonianza dell'amico salvato da Mohammed. Agli investigatori ha raccontato di essere stato minacciato e aggredito dopo aver rifiutato di consegnare soldi e cellulare. Mentre cercava di mettersi in salvo chiedendo aiuto, si sarebbe voltato vedendo il giovane intervenire in sua difesa. Pochi istanti dopo lo avrebbe visto raggiunto dai colpi alla testa, cadere a terra e perdere copiosamente sangue dal volto. Le condizioni del giovane sono apparse fin da subito disperate. I sanitari del 118 lo hanno trasportato d'urgenza al Policlinico Umberto I, dove è rimasto ricoverato in terapia intensiva per otto giorni. I medici hanno tentato ogni possibile trattamento, ma le gravissime lesioni riportate non gli hanno lasciato scampo. Il decesso è stato dichiarato nella giornata di domenica. Le indagini coordinate dalla Procura della Capitale hanno consentito agli agenti della Polizia Ferroviaria e della Squadra Mobile di identificare e bloccare in tempi rapidi il presunto autore dell'aggressione. Ora, alla luce della morte di Mohammed Amdi, il procedimento giudiziario entra in una nuova fase: l'accusa iniziale viene infatti sostituita con quella di omicidio aggravato dai motivi abietti e futili.
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