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Omicidio Di Veroli, l'ultima inchiesta sul cold case romano verso l'archiviazione

Rosa Scognamiglio
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L’omicidio Antonella Di Veroli, la commercialista di 47 anni trovata senza vita in un armadio della sua camera da letto il 12 aprile 1994, nel quartiere Montesacro di Roma, sembra avviarsi a diventare definitivamente un cold case. La procura di capitolina, infatti, ha chiesto l’archiviazione del caso. I nuovi accertamenti scientifico-forensi, infatti, non avrebbero prodotto elementi tali da poter consegnare alla giustizia il killer della donna. “Perdiamo ogni speranza, ma non ci opporremo”, ha commentato con RomaToday - che ha dato la notiza - Carla Di Veroli, sorella della vittima, che da anni si batte per ottenere verità e giustizia. 

Le nuove indagini

Il fascicolo era stato aperto lo scorso anno, grazie all’impulso di due giornalisti, Diletta Riccelli e Flavio Tassotti, che avevano riletto ed esaminato i documenti acquisiti agli atti della prima inchiesta. I carabinieri del Ris sono riusciti a isolare tre frammenti di impronte digitali - sulla custodia di un orologio, un vecchio telefono fisso e sull’anta dell’armadio -, ma le successive comparazioni con decine di persone iscritte nel registro degli indagati, non hanno trovato riscontro. “Alcune impronte, assunte dalle persone di età avanzata - scrive il sito - avanzata risultavano illeggibili poiché presentavano l'assottigliamento delle creste papillari e la contestuale formazione di numerose pliche cutanee, rendendo difficoltoso riprodurre il disegno papillare al momento dell'assunzione delle impronte". Anche le intercettazioni ambientali, disposte nell’ambito della medesima attività di indagine, non hanno prodotto evidenze significative. 

La reazione dei familiari

“Purtroppo, con l’archiviazione perdiamo ogni speranza di capire cosa sia realmente accaduto a mia sorella”, ha dichiarato Carla Di Veroli. Pur esprimendo tutta la propria amarezza, la donna ha riconosciuto l’impegno degli inquirenti: “Questa volta hanno lavorato tanto e bene, e non posso fare altro che ringraziarli”. Infine, ha espresso gratitudine nei confronti dell’avvocato Giulio Vasaturo e i giornalisti Riccelli e Tassotti. “Senza il loro supporto, il loro aiuto e la loro tenacia, tutto questo non sarebbe mai successo”, ha concluso.

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