Pestaggi a San Lorenzo, ecco i video choc dei maranza scatenati
Stava sorseggiando una birra e fumando una sigaretta seduto all’esterno di un locale quando un branco di quattro giovanissimi, probabilmente nordafricani di seconda generazione, l’ha accerchiato e in pochi secondi l’ha pestato per strappargli la catenina d’oro dal collo. È questa la dinamica della rapina-lampo che, mercoledì 27 maggio, ha fatto ripiombare il quartiere romano di San Lorenzo nel terrore delle violenze ingiustificate. Non sappiamo se si tratti del primo episodio registrato nella zona, ma di certo non è stato l’ultimo. Dopo quattro giorni è andata in scena la seconda rapina ai danni di un altro ragazzo. Oggi Il Tempo può mostrarvi le immagini choc dell’aggressione, grazie al video registrato dalle telecamere del locale di piazza dei Campani. La vittima è un giovane di circa 20 anni ed era in compagnia di una donna. La gang è apparsa all’improvviso. Uno di loro ha tirato via la sedia sulla quale si trovava il ragazzo e l’ha fatto cadere; un altro, addirittura con un avambraccio ingessato, si è fatto avanti, l’ha spinto contro il tavolo e ha iniziato a riempirlo di pugni fino a farlo cadere per terra. La donna, sotto choc, ha provato ad allontanare i quattro aggressori gridando, ma questi sono scappati solo quando, qualche secondo dopo, è apparso il proprietario dell’attività.
L’episodio ha riportato sotto i riflettori un’emergenza che non conosce tregua a Roma come a Milano, dove da tempo senzatetto, sbandati e balordi minano la vivibilità degli spazi pubblici commettendo agguati e rapine. Quattro giorni dopo, sempre a San Lorenzo, una seconda aggressione ha scatenato la paura e l’indignazione dei residenti. Copione simile, ancora una volta adolescenti, ma branco diverso, sudamericano. Intorno alla mezzanotte del 31 maggio, un 16enne che era insieme ad alcuni amici è stato avvicinato in via dei Marsi dalla gang. «Ci dai una sigaretta?», gli hanno chiesto. Il minorenne ha risposto di non averne. Pochi istanti e il gruppo ha iniziato a picchiarlo selvaggiamente. Poi la fuga. La vittima, dolorante a terra, ha chiamato il Nue 112. Sul posto sono accorsi i carabinieri della stazione San Lorenzo, che indaga sul caso, e il padre del ragazzino. Quindi la denuncia e la corsa al Policlinico Umberto I, dove l’adolescente è stato medicato.
La notizia ha iniziato a rimbalzare in rete. È lì che i cittadini, esasperati, pubblicano video di "bravate", risse e scene di malamovida nella speranza che qualcuno possa mettere fine a questa escalation di violenza. Lanci di bottiglie e di passeggini, strade trasformate in ring, ma anche clochard accampati in ogni angolo del quartiere e soggetti in evidente stato di alterazione psicofisica che costringono i residenti a guardarsi le spalle e al coprifuoco. Una situazione potenzialmente esplosiva che, secondo i residenti, non è altro che il contraltare delle politiche di accoglienza del Comune. Ad alzare la voce è stato il Comitato di Quartiere San Lorenzo. Pur riconoscendo «la tradizione storica della sinistra popolare sanlorenzina», gli amministratori del gruppo hanno preso le distanze dalle scelte dell’Amministrazione Gualtieri e da «una narrazione tossica che divide le persone tra buoni e cattivi». Per molti utenti la linea rossa è stata superata da un pezzo. In particolar modo da quando, lo scorso febbraio, il quartiere è stato in scacco per diversi giorni di un tunisino che picchiava mamme e bambini. «San Lorenzo paga il fallimento della retorica: in nome di un buonismo astratto ha visto crescere solo degrado. Siamo stanchi, qui non si vive più», ha tuonato sui social Daia, condensando in poche parole il pensiero di molti suoi concittadini.
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