stagione balneare a rischio
Ostia, rebus stabilimenti: chiuso uno su tre
Al via la stagione balneare, ma un terzo dei lidi non riapre. È quanto sta succedendo ad Ostia, dove accanto alla sabbia compaiono nastri gialli, aree sotto sequestro e stabilimenti che forse non rialzeranno le serrande. A meno di una settimana dall’avvio ufficiale, fissato per il primo maggio, il litorale romano si presenta con numeri che raccontano più di una criticità: circa un terzo degli stabilimenti è "fuori gioco", in una partenza che ha il sapore dell’emergenza nel nome della legalità. I controlli avviati dalla Procura, con il coinvolgimento di guardia costiera e polizia locale, hanno portato alla luce una lunga serie di abusi edilizi, difformità e situazioni rimaste sospese per anni. Il risultato è una sequenza di sequestri che ha colpito diversi lidi: dal Mariposa al Peppino a Mare, passando per Il Bungalow, Oasi, La Caletta e ultimo in ordine di tempo, l’Arcobaleno. Non solo chiusure totali. Per altri stabilimenti la stagione sarà fortemente ridimensionata: al V-Lounge risultano sequestrati parcheggi, piscina, veranda del ristorante e diverse cabine, mentre a Il Venezia sono state sigillate ben 220 cabine.
Resta in bilico la ripresa del Bagni Bettina, recentemente dissequestrato. Una linea dura che molti definiscono inevitabile, ma che a ridosso della stagione balneare trasforma il lungomare in un cantiere amministrativo. «Chiediamo giustizia, presenteremo ricorso», denuncia Tiziano Tordella, titolare dell’Arcobaleno Beach. «Dal 1995 non ci sono state variazioni strutturali. Solo il 27 marzo 2026 abbiamo ricevuto la notifica di avvio del procedimento per abuso edilizio», spiega. Il nodo, secondo il gestore, riguarda la mancanza negli archivi di documentazione risalente al 1974. Una situazione aggravata dal fatto che nel 2020 e nel 2025 lo stabilimento aveva partecipato e vinto bandi pubblici. «Oggi ci ritroviamo con bar e ristorante sequestrati e 58 dipendenti senza prospettive future», aggiunge. Bisogna poi definire le conseguenze della notifica di elezione di domicilio per presunti abusi edilizi eseguita a diversi lidi.
A complicare il quadro ci sono poi le criticità croniche del litorale: erosione, mareggiate, atti vandalici e fragilità strutturali che da anni segnano stabilimenti come La Casetta, lo Sporting Beach, lo Shilling e il Kursaal. Non va meglio per gli impianti affidati a nuovi gestori. I tempi tecnici rendono difficile un’apertura immediata. È il caso dei lidi Battistini, Marinella, El Miramar e Marechiaro che rischiano di restare chiusi almeno nelle prime settimane. Il calendario però non si ferma. La stagione balneare arriva comunque, indipendentemente da carte, ricorsi e procedimenti. E Ostia rischia di accoglierla con troppe serrande abbassate e un senso diffuso di incompiuto: quello di un litorale che avrebbe bisogno di rinascere davvero, ma che deve ancora fare i conti con il peso del passato.