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Stadio a Pietralata, il Tar ferma la Roma: stop alle motoseghe

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Francesca Mariani
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Stop alle motoseghe nell’area del futuro stadio di Pietralata almeno fino al 13 maggio, giorno in cui è fissata la camera di consiglio in cui il Tar entrerà nel merito del ricorso presentato da alcuni residenti contro il Comune e nei confronti della società giallorossa, tramite gli avvocati Giuseppe Libutti, Sergio Santoro e Michele Trotta. A diffondere la notizia sono i comitati No Stadio. Il tribunale amministrativo, con un decreto, ha «sospeso le attività di taglio e preparatorie nelle aree in oggetto di causa» accogliendo l’istanza dei ricorrenti, che hanno impugnato il nulla osta rilasciato alla Roma dal dipartimento capitolino Tutela ambiente sull’abbattimento di 26 alberi, per consentire «l’esecuzione di sondaggi di archeologia preventiva». Chiesto anche l’annullamento della relazione tecnica che ha certificato la presenza di «aree boscate» sul terreno di Roma Capitale, seppure di scarso valore vegetazionale. Il Tar ha quindi deciso di «congelare» la situazione attuale, impedendo ulteriori tagli, «atteso che – nelle more della trattazione in sede collegiale della domanda cautelare – ben potrebbero essere avviate le attività di taglio della vegetazione insistente nelle suindicate unità particellari, con conseguente verificarsi di un pregiudizio avente carattere di irreparabilità». Non è escluso che quando si entrerà nel merito il tribunale possa sbloccare la situazione, consentendo alla Roma di riprendere abbattimenti e scavi, ma è senza dubbio una battuta d’arresto in vista dell’avvio della conferenza dei servizi decisoria sul progetto e, soprattutto, con l’avvicinarsi delle scadenze degli Europei 2032, per cui lo stadio della Roma è candidato come impianto ospitante. Entro luglio, infatti, l’iter autorizzativo deve essere terminato. Da Campidoglio e società, intanto, trapela serenità. L’assessorato all’Urbanistica sottolinea che si tratta di una sospensiva, in attesa della discussione di merito, e che precedenti pronunce della magistratura amministrativa hanno già bocciato ricorsi analoghi.

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