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Cimiteri a caro prezzo, per un loculo al Flaminio servono migliaia di euro

Martina Zanchi
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Nove anni di ritardo per liberare i loculi «scaduti» del cimitero Flaminio e il risultato è che i posti disponibili per chi oggi deve dire addio a un parente sono a caro prezzo. A Prima Porta, il più grande camposanto di Roma, alla data di lunedì scorso risultano esauriti infatti i loculi più economici. Niente dalla quinta fila in su (costo 827,38 euro) e niente in quarta fila (1.409,24 euro). In compenso c’è relativa abbondanza nelle seconde file, più comode per i familiari, magari anziani, che hanno difficoltà ad arrampicarsi su una scala per cambiare l’acqua ai fiori. Proprio per questo, però, costano fino a cinque volte di più rispetto alle «piccionaie». Al Flaminio sono liberi 1.214 loculi al prezzo di 4.268,35 euro ciascuno. Poi ce ne sono 470 in prima fila e 361 in terza. Prezzo per entrambe le tipologie: 2.820,82 euro.

È questo il quadro di Prima Porta fornito dalla stessa Ama, che i cimiteri capitolini li gestisce, e la musica non cambia al Laurentino. Sul portale accessibile tramite Spid risultano infatti disponibilità solo in seconda fila e qualcosa in terza e quarta. Attenzione però, perché i cittadini non possono scegliersi il cimitero a meno che non optino per la cremazione, che costa tra 500 e 600 euro. Alla fine, visti anche i prezzi dei loculi, può accadere che i meno abbienti richiedano questa modalità, magari a malincuore. Eppure la sepoltura dovrebbe essere una libera scelta e non una strada obbligata per motivi di portafogli.

La radice del problema, che va avanti da anni, almeno per il Flaminio sembra essere nel ritardo accumulato sulle estumulazioni: dopo 30 anni le concessioni scadono e gli eredi devono decidere se rinnovarle o meno. Oggi, quindi, dovrebbero essere lavorate quelle del 1996, invece siamo ancora a fine anni Ottanta e ogni anno se ne aggiungono 4-5.000. Ama conferma l’arretrato ma rivendica un’accelerazione: «Nel 2025 - spiega l’azienda - le estumulazioni sono state circa 5.200, un valore superiore del 20% rispetto al 2024».

Per quanto riguarda le cremazioni «si stanno facendo investimenti importanti sulle nuove linee, passate da sei a nove, operative e a pieno regime che ci hanno permesso di recuperare e abbattere i tempi di attesa». Tuttavia rispetto ai loculi «è evidente che non sarebbe possibile e attuabile recuperare nove anni di arretrato in un solo anno, poiché ciò richiederebbe un livello di attività non sostenibile con le risorse umane ed economiche attualmente disponibili. L’obiettivo realistico è dunque un allineamento graduale nei prossimi anni». Chissà se si concluderà almeno l’iter di selezione del «General manager» della divisione Cimiteri. Bando chiuso il 25 gennaio e ancora non è noto l’esito, mentre la direzione resta gestita ad interim.

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