Tutti fuori dal Centro, ecco chi dice "no" alla cacciata dei romani
Il «piano diabolico» della Giunta municipale guidata dal minisindaco Lorenza Bonaccorsi, inoltrato e già avallato in parte dall’assessore capitolino alla Mobilità, Eugenio Patanè, con la sovrintendenza del sindaco Roberto Gualtieri, è una sequela di richieste "folli" per tenere lontani i romani dal loro Centro, senza alcuna proposta alternativa. E allora ci pensiamo noi a farla, quella proposta, ripartendo dal punto esatto dove ci siamo lasciati ieri, quando abbiamo ricordato al presidente Bonaccorsi e all’assessore Patané che nel cuore di Roma si concentrano monumenti storici, teatri, musei, ancora qualche sala cinematografica, ristoranti, botteghe e boutique che sono di tutti i romani e non solo degli ormai pochi residenti e dei tanti turisti. La proposta che facciamo potrebbe mettere d’accordo i più e aiutare il Campidoglio a far digerire ai romani perfino la stangata sulle auto elettriche, sulle strisce blu, le "zone 30" e magari anche una futura estensione della Ztl, come vorrebbero i fortunati residenti. Roma, a differenza di altre grandi città europee, ha un sistema di trasporto pubblico ancora arretrato. Inoltre è l’unica dove nei giorni feriali le linee del metrò chiudono i battenti alle 23:30 (Londra 00:30, Berlino 01:00, Parigi 01:15), dove i bus notturni da e per il centro sono pochi, e soprattutto dove i cittadini non si sentono al sicuro a prendere un mezzo di notte. Tanti, troppi, quelli che rinunciano a passare una serata in Centro per non rischiare di fare la fine di Cenerentola, con mezz’ora di anticipo sulla favola e lo spauracchio di restare senza mezzi per tornare a casa. Al Campidoglio il compito di riscriverla. (di Matteo Vincenzoni)
INTERVISTA AD ARCANGELI (ANEC LAZIO)
«Mettiamoci attorno ad un tavolo e discutiamo davvero di come incentivare il trasporto pubblico in questa città». A dirlo è Massimo Arcangeli, segretario dell’Anec Lazio (Associazione Nazionale Esercenti Cinema). Il cinema è tra i comparti che soffrono maggiorente a causa di provvedimenti restrittivi in Centro.
Come vengono al cinema gli amanti del grande schermo?
«In macchina per lo più, impazzendo alla ricerca di parcheggi che o non ci sono o costano una fortuna. È sempre più difficile recarsi in Centro ed è demagogico pensare che, chiudendo e limitando, i romani dovranno per forza servirsi dei mezzi pubblici. Ma di quali mezzi stiamo parlando? Il Comune vuole davvero incentivare il trasporto alternativo? Se sì, glielo diciamo noi come».
Quali sono le vostre proposte?
«Ognuno deve fare la propria parte. Intanto, ad esempio, l’Amministrazione potrebbe promuovere dei "pacchetti cinema" uniti al trasporto. Penso ad un abbonamento annuale che dia diritto ad uno sconto per una o più visioni, o ad un semplice biglietto timbrato da mostrare alla cassa. Questo si può fare anche con iniziative simili da concordare con noi operatori del comparto, che sappiamo come funziona e possiamo dare delle idee utili a chi governa. L’obiettivo comune è quello di lasciare la macchina a casa e muoversi con i mezzi, ma poi bisogna avere la certezza di tornarci con facilità a dormire, cosa che oggi non succede».
Sono i cinema del Centro a soffrire di più per mancanza di spettatori?
«Questo dato non ce l’ho. Posso dire però che mettere a pagamento l’ingresso in Ztl dei veicoli elettrici significa paralizzare ulteriormente in termini di presenze. Tanti cittadini hanno pensato di fare un investimento acquistando mezzi non inquinanti per vivere il Centro e le sue tante attrazioni e si ritrovano, ora, a dover pagare mille euro l’anno. La conseguenza più ovvia sarà quella di non pagare quel permesso e andare altrove in città». (Di Damiana Verucci)
INTERVISTA A PIPERO (TITOLARE DEL RISTORANTE)
«Sa qual è la domanda tra le più frequenti tra i miei clienti? Ma come faccio a raggiungere il suo ristorante? Dove metto la macchina? C’è una metro o un autobus lì vicino?». Alessandro Pipero è titolare del ristorante Pipero, locale stellato, pluripremiato, un’eccellenza della gastronomia italiana in nel cuore della Capitale, corso Vittorio Emanuele.
E lei cosa risponde?
«Vorrei rispondere prenda la metropolitana oppure l’autobus o ancora la navetta privata che mette a disposizione il Comune. E invece resto abbastanza senza parole perché il modo migliore ad oggi per venire in Centro è prendere comunque la macchina e stare ore a cercare un parcheggio».
Ristorante stellato, eccellenza della gastronomia. Roma offre tante bellezze, dalla cucina ai musei fino alla cultura. Basta questo per renderla al passo con le altre realtà europee?
«Ma per carità! Ci si muove quasi come facevano gli antichi romani. In qualsiasi altro posto al mondo la macchina è ormai sostituita da metro, tram, navette, ci sono i parcheggi, in qualche caso come a Berlino sono anche gratuiti. Qui da noi come vai in Centro dopo una certa ora? Quando esci dal ristorante e magari vuoi farti una passeggiata, devi trovare un taxi che ti riporti a casa, se non hai preso la tua macchina».
Questo ha un costo per l’utente di sicuro, ma per voi imprenditori?
«Anche. Io metto un 10 per cento circa annuo di mancato incasso per l’assenza di mobilità alternativa. Come avessi un ammanco sicuro all’interno del mio business plan. Bisogna tenerne conto se apri un’attività. Sono serio. Poi si lamentano che il Centro è vuoto, che la sera girano solo turisti, che non ci sono residenti ma solo b&b. Ma come vivi qui se mancano i servizi essenziali e continuano a fare restrizioni su restrizioni. È un problema anche per i miei dipendenti. Devono venire a lavorare e, se non hanno il motorino, sono fregati. Sempre che tra un po’ qualcuno non si sveglierà la mattina e deciderà di vietare l’ingresso anche alle due ruote». (Dam. Ver.)
INTERVISTA A PIPARO (SISTINA)
Massimo Romeo Piparo, Direttore artistico del teatro Sistina, è convinto: «Se i romani potessero contare su una metropolitana oltre le 23:30 durante la settimana, su mezzi pubblici "notturni", ma che passano frequentemente, su più parcheggi che non costano una follia, si venderebbero almeno il 20% in più di biglietti del teatro».
E invece, Direttore?
«Invece se ne vendono meno, sempre meno, e questo anche per colpa di politiche sulla Mobilità, che non tengono conto della realtà dei fatti al di là delle buone intenzioni o dei principi teoricamente condivisibili di chi ci governa».
Con chi ce l’ha, Piparo?
«Invito l’assessore alla Mobilità Patané a stare con noi qui al Sistina, in pieno Centro, solo un’ora. Si accorgerebbe dei problemi di chi viene a teatro ma anche di chi ci lavora, a iniziare da come raggiungerci. Gli spettatori si lamentano che la metro chiude troppo presto. Se la prendono all’andata, non possono prenderla al ritorno e sono "costretti" a chiamare i taxi, che spesso mancano e che sono costosi. Se al prezzo di un biglietto devo aggiungerci anche quello del taxi o del parcheggio dove lascio la macchina, tanto vale stare a casa ed è quello che purtroppo succede. Io sono stato addirittura "costretto" ad anticipare l’inizio dello spettacolo alle 20:30 per venire incontro alle esigenze delle persone».
Cosa si dovrebbe fare, invece?
«Sembra abbastanza banale dirlo, ma bisogna dotare Roma di una rete di mobilità alternativa all’altezza delle capitali europee. In quale altro posto d’Europa la metro chiude alle 23:30? Per non parlare poi di quell’assurda decisione di mettere a pagamento i veicoli elettrici dopo una campagna informativa che ha puntato per anni a farteli comprare. Io sono uno di quelli che ci è cascato».
In questa città la cultura è un lusso?
«Assolutamente sì. Poi diciamo che vogliamo avvicinare i giovani al teatro. I giovani non ci possono venire perché spendono troppo per una serata. Così non si fa altro che svuotare il Centro dai romani e continuare a riempirlo di turisti». (Dam. Ver.)
Dai blog
Patty Pravo: "La ragazza del Piper sono sempre io"
La nuova vita di Nek: "In televisione mi sento come un papà"
Vasco Rossi come Tex Willer: il Blasco diventa un fumetto