Protesta dei bengalesi: "Dateci il permesso di soggiorno". Anche senza lavoro
Si sono riversati in strada dopo la preghiera del venerdì. Centinaia di bengalesi sono usciti dalle moschee di Centocelle, di Torpigattarara e del Pigneto per ritrovarsi tutti in piazza Vittorio. In un grande corteo con un solo slogan: «Noi vogliamo il permesso di soggiorno, noi vogliamo il permesso di soggiorno». Poche parole, scandite all’infinito. I residenti romani li hanno visti sfilare esterrefatti, davanti a una manifestazione di forza che rispecchia bene la trasformazione di questo quadrante di Roma, dove la comunità bengalese è diventata molto rilevante. Il motivo della loro protesta è la richiesta di poter restare in Italia nonostante a molti di loro non sia stato rinnovato il nulla osta per motivi di lavoro. In pratica, si tratta di persone che non hanno più un’occupazione e, invece di tornare nel loro Paese, chiedono il permesso di soggiorno. In piazza c’era anche una rappresentanza di Sinistra italiana.
Il corteo, per cui la comunità bengalese aveva chiesto autorizzazione alla Questura, è stato organizzato dall’associazione Dhuumcatu. Sui cartelli esposti in piazza Vittorio si leggeva: «No al razzismo, no ai decreti Sicurezza», un chiaro attacco al governo che ha messo ordine su questa materia, stabilendo chiaramente che chi viene in Italia deve essere in possesso di un vero impiego, legato a un datore lavoro non fittizio. E per restarci deve mantenere questo lavoro.
I consiglieri di FdI di Roma Capitale e del Municipio V, Federico Rocca e Fabio Piattoni, fanno notare come ormai sia «visibile a tutti che ci siano diverse incongruenze e storture di una cattiva integrazione. Non solo tante moschee abusive ma anche tante contraddizioni legate alle residenze anagrafiche ed economie locali. Bisognerebbe attenzionare anche l’alta concentrazione di minimarket e degli autolavaggi che spesso sfuggono ai controlli e alle regole. Interi quartieri hanno cambiato volto». C’è chi vocifera che il prossimo passaggio sia organizzarsi come un vero e proprio partito. Non a caso negli ultimi mesi è nato «MuRo27», il movimento dei musulmani che mira a partecipare alle elezioni comunali del prossimo anno. Molti ieri inizialmente pensavano che il corteo fosse legato alle elezioni in Bangladesh, dove ha vinto il Partito Nazionalista, ma dopo poco è stato chiaro che la comunità bengalese di Roma aveva a cuore solo una cosa: restare in Italia, a prescindere.
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