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Ippodromo Capannelle, la verità di Marsicana: "Ecco perché non abbiamo firmato"

Martina Zanchi
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Corrispondenza fitta tra il Campidoglio e Marsicana srl, la società abruzzese che a gennaio si è aggiudicata la concessione annuale per l’ippodromo delle Capannelle ma che alla fine non ha firmato il contratto, gettando nel caos gli uffici comunali e l’intero movimento dell’ippica romana. Un passo indietro che Marsicana, dopo settimane di silenzio, ieri ha motivato con la «mancata consegna dei documenti essenziali da parte di Roma Capitale». Ora però su Palazzo Senatorio pende la spada di Damocle del ministero dell’Agricoltura, che a giorni pubblicherà il calendario delle corse e che, senza un gestore adeguato, potrebbe stralciare Capannelle sancendo lo stop per tutto il 2026. Prospettiva che il Campidoglio sta cercando di evitare in tutti i modi, in attesa di completare le verifiche sull’offerta della seconda classificata del bando vinto da Marsicana.

È di ieri infatti la lettera al ministero con cui Roma Capitale propone ufficialmente la gestione dell’ippodromo tramite la partecipata Zètema: «Nello specifico, oltre alla gestione ordinaria del compendio e del centro di allenamento - scrive il Comune - si ritiene che, anche con la gestione diretta, sia possibile garantire l’attività di organizzazione delle corse al trotto e al galoppo». Starà al ministero valutare se Zètema abbia o meno i requisiti. Dal canto suo, ieri Marsicana è entrata nel merito di quali documenti il Comune non avrebbe consegnato.

«Con note del 27 gennaio 2026, del 4 febbraio 2026 e successiva comunicazione del 9 febbraio 2026, Marsicana ha evidenziato la necessità di ricevere: le certificazioni di agibilità delle strutture, la documentazione relativa agli aspetti assicurativi, antinfortunistici e antincendio, le attestazioni necessarie per poter assumere la responsabilità di custodia e gestione dell’impianto, la completa verifica dello stato dei luoghi, non integralmente accessibile in sede di sopralluogo». Ci sono poi elementi in più, che emergono dalle comunicazioni che Marsicana e il dipartimento Sport si sono scambiati a inizio mese.

Il 4 febbraio scorso la società ha inviato «l’elenco delle criticità riscontrate» nell’impianto. Si va dalla presenza di strutture abusive, occupanti abusivi e allenatori/proprietari abusivi («solo a titolo informativo - chiede Marsicana - chi paga la proporzione dei costi dei servizi erogati?», ad esempio luce e acqua).

Stesso quesito posto per la Tari (243 mila euro l’anno) e seguono 13 voci che segnalano carenze e mancanze di ogni tipo, dagli estintori all’impianto di irrigazione fino ai macchinari necessari allo svolgimento delle corse. Evidenziate anche carenze gravi nello stato delle piste. «Alla luce di quanto sopra - conclude Marsicana - si fa presente che l’importo complessivo quantificato per acquisti, manutenzioni e ripristino è di 1.939.800 euro + Iva», somma che però potrebbe superare i due milioni, perché alcune voci non sarebbero al momento quantificabili.

Nel frattempo, mercoledì il consigliere capitolino Federico Rocca (FdI) ha inviato una segnalazione alla Asl, evidenziando una situazione potenzialmente critica nell’ippodromo: «È stato riscontrato un accumulo di letame, con conseguenti possibili rischi per la salute pubblica». Un problema in più da risolvere.
 

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