San Lorenzo, il covo del picchiatore di mamme e bambini è un locale del Comune
Ecco il rifugio in cui si rintanava il tunisino "incubo" del quartiere
Si rintanava in un locale abbandonato in via degli Irpini di proprietà del Comune e ridotto a covo di degrado M. M., il picchiatore tunisino di mamme e bambini diventato l’incubo di San Lorenzo. A riferire a Il Tempo di averlo visto entrare e uscire dal locale nei giorni subito precedenti alle ultime aggressioni sono stati i residenti del quartiere, ormai stanchi di essere sotto scacco degli sbandati e determinati a ribellarsi alla paura di imbattersi ancora nel senzatetto che ha più volte sferrato pugni in faccia a donne e minorenni. L’immobile, in condizioni igienico-sanitarie allarmanti, ai civici 3, 7, 9 e 11, è registrato negli elenchi del patrimonio immobiliare di Roma Capitale e, come dichiarato dall’assessore municipale alle Politiche Sociali, Gianluca Bogino, «non è affidato al Municipio II». Si tratterebbe, quindi, di un’area grigia a pochi passi da due luoghi di ritrovo della Capitale - la sede romana di Soho House, club esclusivo per artisti e creativi, e il dipartimento di Chimica e Tecnologie del Farmaco dell’Università La Sapienza - ora ricettacolo di rifiuti e rifugio di disperati.
Il sindaco risponde a una vittima: "Sicurezza nostra priorità"
Per rendersene conto basta avvicinarsi all’ingresso, attualmente senza portone, e verificare in che stato versa. Al suo interno ci sono la carrozzeria di una vecchia macchina, ruote, resti di materiale edile, ma anche pallet e sacchi usati come giacigli di fortuna. I commercianti delle vicine attività, forse per paura, hanno preferito rimanere anonimi, ma hanno spiegato che quella è una zona da cui è meglio tenersi alla larga. «Noi chiudiamo presto e scappiamo via, ma so che la sera è meglio trovarsi altrove», ha confessato un esercente. Un immobile «lasciato nell’incuria più totale, senza controllo e senza interventi» su cui ha voluto accendere un faro anche il comitato di quartiere, che in un post su Facebook lo ha definito «un rischio concreto per la sicurezza».
I residenti hanno incalzato: «Lo diciamo con forza: questo luogo rischia di diventare una tragedia annunciata, proprio come accadde in via dei Lucani, dove una giovane vita (quella di Desirée Mariottini, la 16enne violentata e uccisa all’interno di uno stabile abbandonato, ndr) fu spezzata nonostante le segnalazioni e gli allarmi lanciati dai residenti. La storia non può e non deve ripetersi», si legge. La comunità, intanto, continua a essere sotto choc e a temere che il picchiatore, ora ricoverato nel reparto di psichiatria dell’Umberto I, possa tornare a gravitare a San Lorenzo, dove ad aggravare la situazione ha contribuito anche l’installazione del tendone-dormitorio voluto dal Comune.
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