Cerca
Cerca
Edicola digitale
+

Roma, violenza senza movente a Termini: l'ombra dei “maranza” anti Occidente

Foto: Ansa

Pina Sereni
  • a
  • a
  • a

Colpiscono senza un movente apparente, spinti dall’odio nei confronti dell’Occidente e degli occidentali. Sono le nuove generazioni che si fanno largo a Milano, i cosiddetti “maranza”, ma anche a Roma. È in questo contesto che, secondo le indagini della procura della Capitale, potrebbe inserirsi l’aggressione avvenuta nella notte di sabato alla stazione ferroviaria di Termini. La vittima è un funzionario 57enne del ministero del Made in Italy, ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Terapia intensiva del Policlinico Umberto I, con numerose fratture al volto e alla testa. L’uomo è intubato ma, secondo i medici, non sarebbe in pericolo di vita. Al momento, riferiscono fonti inquirenti all’AGI, il movente non è ancora chiaro.

 

 

La polizia di Stato ha eseguito quattro fermi. Si tratta di cittadini nordafricani: Mohamed Mansy Mahmoud Mohamed Elramady, egiziano di 18 anni, e Moslem Othmen, tunisino di 20, fermati domenica mattina dagli agenti del Commissariato Viminale, dalla Polfer e dalla Squadra Mobile. A questi si sono aggiunti altri due tunisini: un 20enne con precedenti per furto, rapina, lesioni personali, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, e un 21enne irregolare sul territorio nazionale, con precedenti per rapina. Gli ultimi due sono stati individuati dopo un furto con strappo di un cellulare avvenuto in via Ostiense. Dopo un breve inseguimento, sono stati fermati all’altezza di Ponte Settimia Spizzichino. Indossavano gli stessi abiti ripresi dalle immagini di videosorveglianza dell’aggressione a Termini, dove il funzionario del ministero guidato da Alfonso D’Urso è stato picchiato selvaggiamente.

 

 

I filmati sembrerebbero escludere l’ipotesi della rapina: al 57enne non sarebbe stato sottratto nulla. Le indagini coordinate dal magistrato Nadia Plastina si starebbero orientando verso l’ipotesi di una banda composta da giovani immigrati di “seconda generazione”, nati in Italia da genitori stranieri, accomunati da un forte rifiuto dell’Occidente. Un percorso che richiamerebbe quanto accaduto nelle banlieue francesi, segnate da disagio sociale, marginalizzazione e conflitti territoriali. Gli inquirenti ipotizzano un gruppo di almeno otto persone attivo tra Termini e via Ostiense, impegnato ad affermare il proprio predominio nella zona. I magistrati hanno chiesto la convalida dei fermi, mentre proseguono le indagini per individuare eventuali complici.

Dai blog