Regione Lazio, l'inferno del Pronto soccorso: un paziente su due lasciato lì in barella
Un paziente su due di quelli finiti al Pronto soccorso non ce la fa a trovare un posto letto nei reparti e finisce in barella. E così resta in “stand-by”, per ore se non per giorni nelle astanterie, in attesa di ricovero. Persone pigiate negli stanzoni o lungo i corridoi, con le lettighe impilate una dietro l’altra senza soluzione di continuità. Il Tempo, ieri, ha percorso per voi le stazioni di questa via Crucis sanitaria. Un viaggio nel dolore e nella dignità umana di uomini e donne che lì dentro diventano «pazienti stazionanti». Così vengono definiti quelli «in attesa di ricovero o trasferimento» che nei Ps del Lazio alle 9 erano già 1.052 su un totale di 2.284 persone (46%). Partiamo dal Pronto soccorso del Policlinico Gemelli, che su questo fronte sconta proprio il fatto di essere un’eccellenza.
Nel più “gettonato” dei Ps laziali, ieri alle 9 c’erano già cinque pazienti in sala triage che attendono di essere visitati. All’interno altri 37 in «trattamento», quantificano gli operatori sanitari alle prese con gli 86 in attesa di ricovero e altri quattro in osservazione. In tutto sono 129 i pazienti all’interno del Ps, tanti quanti un intero ospedale di provincia. Il numero più alto dei pazienti in attesa della visita dopo il triage si registra però al Policlinico di Tor Vergata. Alle 11.30 se ne contano 25 seduti davanti al bancone del triage e nei box visita ce ne sono altri 36 in corso di trattamento, mentre lungo i corridoi si allineano due serpentoni di barelle con 43 pazienti in attesa di ricovero. Al Ptv, da due anni, è stata assegnata la maglia nera nazionale delle attese, con il 25,1% dei pazienti che ha passato più di otto ore nelle astanterie.
Nel quadrante sud-est della Capitale si concentra il più numeroso popolo dei “senza letto”, con quasi la metà dei posti rispetto agli standard nazionali. Al Ptv sono stati riconosciuti 575 posti letto complessivi tra ordinari e Day hospital, insufficienti per un bacino di circa 850.000 abitanti. Situazioni simili si registrano anche al Casilino, al Sandro Pertini, al San Camillo e al San Giovanni, mentre l’Umberto I conta 125 pazienti presenti, di cui 52 in attesa di ricovero. Secondo la Regione, nonostante l’aumento del 15% degli accessi ai Pronto soccorso nell’ultimo anno, le attese oltre un’ora sarebbero diminuite. Ma Cgil e Uil contestano i dati: in questo inizio 2026, denunciano, «nei principali ospedali della Capitale si sono registrati livelli di congestione senza precedenti, con Pronto soccorso saturi, carenza di personale e ambulanze ferme con i pazienti sulle barelle».
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