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Ztl Fascia verde ancora fantasma. II dg di Arpa Lazio: "Nessuna proposta"

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Martina Zanchi
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Tra quattordici giorni scatteranno i divieti previsti dalla delibera che istituisce la nuova Ztl Fascia verde, con lo stop ai veicoli diesel Euro 4 (circa 147mila automobili immatricolate) dal 1 novembre al 31 marzo. Nei mesi scorsi, travolto da feroci polemiche, il Campidoglio ha promesso ai cittadini che le limitazioni annunciate sarebbero state «ammorbidite», ad esempio facendo slittare di un anno l’entrata in vigore del divieto. A due settimane dalla stretta, però, Arpa Lazio non ha ancora ricevuto una proposta ufficiale. A spiegarlo è il direttore generale dell’Agenzia regionale di protezione ambientale, Tommaso Aureli. «Al momento - spiega il dg - non siamo stati convocati per valutare le proposte del Comune di Roma. In effetti, visto che le misure scattano il 1 novembre, è un pochino tardi. Non sono analisi che si fanno in una giornata».

Quindi, direttore, Arpa non ha ancora valutato le modifiche ai divieti?
«Formalmente non ci è stato trasmesso nulla e la Regione non ci ha ancora richiesto di intervenire».

Ma il parere di Arpa Lazio è obbligatorio?
«No, in questo caso non è obbligatorio ma è prassi che venga richiesto. Anche perché Arpa è un’agenzia indipendente».

Quanto tempo ci vuole per formulare un parere di questo tipo?
«Dipende da quanto è articolata la proposta. Senza dubbio, però, qualora si vogliano proporre soluzioni alternative bisogna arrivare comunque al risultato previsto, che è quello della riduzione degli inquinanti. Lo impone il Piano regionale sulla qualità dell’aria approvato nel 2022, senza contare che l’Italia è sottoposta a una procedura d’infrazione europea».

 

Quali correttivi potrebbero consentire lo slittamento dei divieti?
«Non sta ad Arpa suggerire le politiche da adottare, è una possibilità che il Piano regionale offre ai Comuni. Di certo, però, dovranno essere correttivi che vanno nella direzione di ridurre il traffico. Questo perché le polveri sottili e soprattutto il biossido di azoto risentono maggiormente proprio di questo fattore. Come alternativa non sarebbe adatta, ad esempio, la riduzione delle ore di accensione dei riscaldamenti».

Cosa dicono i dati più recenti sulla qualità dell’aria nella Capitale?
«Complessivamente si può dire che il trend è in miglioramento. Nel 2022 solo una centralina, quella di Fermi, mostra il superamento del valore limite annuale di biossido di azoto, pari a 40 μg/m3 come media annua. Per quanto riguarda le Pm10 l’unica centralina che ha evidenziato criticità è quella di Tiburtina».

Ma se la situazione sta migliorando, sono necessari i nuovi divieti in Fascia verde?
«I superamenti ci sono e il rischio di sanzioni da parte dell’Unione europea è molto alto. Va anche detto che i dati su cui si basa il Piano del 2022 si riferiscono ad alcuni anni prima, com’è normale che sia. Non è detto che oggi la situazione sia la stessa di allora. Pensiamo solo a quanto è cambiato in pochi anni il parco auto in circolazione. Detto questo, alcuni divieti sono già stati introdotti da qualche anno (quelli imposti a diesel Euro 3 e benzina Euro 2, ndr). Cosa diversa è il loro rispetto puntuale».

Servono i varchi?
«Decisamente sì, servono i varchi. Quando saranno in funzione, probabilmente l’effetto delle misure sarà diverso da quanto abbiamo visto finora».

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