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formazione

La strana corsa per un posto nel cda dell’università RomaTre

È un fiore all’occhiello del panorama universitario del Paese, stabilmente nei primissimi posti dei ranking nazionali e non solo. Un’eccellenza che forma professionisti e manager qualificati, ai vertici di aziende pubbliche e private. Stiamo parlando dell’Università Roma Tre: domani riunisce il Senato accademico che dovrà scegliere due nomi fra ben 20 candidati. Nessuno si spiega come mai ci sia tutto questo interesse per una posizione che non è remunerata e per la quale l’ufficio rimborsi dell’università stacca solo un piccolo assegno. I più maliziosi fanno notare che RomaTre, come accennato, è uno degli atenei più ricchi d’Italia, sia per quanto riguarda il mattone di proprietà sia per le disponibilità finanziarie. Insomma, chi entra nel cda di quell’università ha un potere non irrilevante. 

Quanto ai pretendenti, sta suscitando non poca curiosità, fra gli addetti ai lavori, la candidatura di Ruggero Parrotto. Stiamo parlando dell’ex direttore generale dell’ospedale Bambino Gesù di Roma. Il nosocomio è di proprietà del Vaticano e nel 2019 la Santa Sede allontanò Parrotto per una serie di ragioni di carattere gestionale: alcune operazioni immobiliari vennero considerate non in linea con la compliance interna e pure l’affidamento di incarichi per i corsi di formazione, molti dei quali assegnati a docenti di RomaTre, non furono accettati di buon grado.

Scelte di questo tipo, tuttavia, sembrano andare nella direzione opposta rispetto al percorso virtuoso che RomaTre ha intrapreso sin dalla sua nascita, una trentina di anni fa. Di più. La logica della spartizione politica o del potere, si mormora nei corridoi dell’università, mortifica il lavoro svolto da chi, dentro Roma Tre, come l’attuale gruppo dirigente, insieme ad alcuni professori e capi dipartimento, è riuscito a portare ai primi posti in Italia un’università costruita partendo da zero. Un successo raggiunto scommettendo proprio sulle forze interne che hanno contribuito a realizzare un sistema di anticorpi capace di reggere sempre ad attacchi e a tentativi di ingerenza. 

Chi conosce bene le carte fa notare che la procedura di nomina dei membri del cda è definita in modo dettagliato proprio dalle norme universitarie. Secondo le regole dell’ateneo, il rettore non può fare proposte, ma solo raccogliere le candidature e poi, attraverso criteri definiti, scegliere i migliori. Vengono valutati vari aspetti e passati ai raggi X anche i requisiti etico-morali. Regole severe, dunque, che, più nel dettaglio, sembrano sbarrare la strada per l’ingresso nel consiglio di amministrazione a chi abbia avuto, in passato, rapporti di qualsiasi natura con l’università. E nel curriculum di Parrotto risultano docenze a contratto con il dipartimento di Scienze della formazione di RomaTre

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